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Luigi Coppola
18 dicembre 2005
"El cant dels ucelsls" di Franca Masu per Telethon emoziona il pubblico turritano
L'artista alghesere, testimonial nella consueta maratona di solidarietà, si è esibita per la prima volta nella Cattedrale turritana. Emozionata partecipazione di pubblico nella tradizione natalizia. Il Canto della pace di Catalogna "El cant dels ucelsls" cantato con le Voci Bianche del Coro Polifonico d'Alghero
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PORTOTORRES - Uno squarcio di luce nella notte tempestata dal Maestrale. Cantare in un luogo sacro, fra i più antichi e preziosi di Sardegna, aggiungendo al particolare tempo natalizio, un importante contributo è un valore aggiunto per tutti i partecipanti. Così, emozionata e onorata per il privilegio dell'invito accolto con entusiasmo, Franca Masu debutta sabato 17 nella notte che ogni anno Telethon supportata da BNL, dedica alla solidarietà con chi soffre e lotta la distrofia muscolare. Le Voci Bianche del Coro Polifonico d'Alghero formano l'ensamble orchestrale che accompagna la cantante catalana. Il trittico strumentale prevede Marcello Peghin alla chitarra a 10 corde, Salvatore Maltana, contrabbasso e Fausto Beccalossi: accordeon. Il freddo e il gelo che passano le pietre murarie della Basilica, contemplano bene il primo canto dei piccoli ospiti, diretti dalla Maestra del Coro, Lucia Priami. “Esta Noche è nato el Ninho”, narra la notte gelida di Betlemme, rischiarata dalla Luce del Salvatore. I fasci luminosi spezzano le tenebre sull’altare, sul mondo: il grido materno che consola il figlio è struggente. La Masu, completo nero, (spezzato solo dal rosso fuoco delle labbra, che smalta nello stesso tono le dite della mani, in una danza di lucide fiammelle), occhi chiusi, abbraccia idealmente il mondo che la circonda nel secondo brano, il Canto di pace della Catalogna. S’alterna in una corretta visione armonica, un moto di passione condiviso fra sacro e profano. “Passa Jesu Crist” evoca le riflessioni della donna che scruta la Passio del Redentore, nella Via Crucis che snoda per le vie d’Alghero nel venerdì santo. “Mynyona Morena” e “Lela”, descrivono lo stesso dilemma (un amore respinto all’amante disperato, dichiaratosi prigioniero perduto), cantato in due serenate proposte da luoghi diversi, uniti nel destino: Alghero e la Galizia. “…Per te io muoio, senza di te non posso più vivere…”, recita il testo del viaggio d’amore per mare.“..Le più belle canzoni d’Alghero, vengono da Napoli, dalle storie dei suoi corallari, al pensiero del distacco…”, commenta la cantante. E’ sinceramente emozionata la voce d’Alghero: non s’incrina mai anche quando il freddo sembra graffiarle la gola. Il termos di the caldo le protegge gli alti, il rosario di pietre nere che avvolge la mano sinistra è il vessillo della sua forza. “In Paradiso…” quasi la preghiera di una richiesta, la conclusione dell’Ave Maria Sarda, liberamente riadattata e accompagnata dai tre musicisti superbi. Fausto Beccalossi improvvisa vocalesi gospel e percussioni latine, oltre l’incanto dell’accordeon. Marcello Peghin e Salvatore Maltana arpeggiano, flamencano rispettivamente alla chitarra 10 corde e contrabbasso. Franca racconta le storie delle sue canzoni, è fortemente coinvolta dalla spiritualità della scena e lo confessa al suo pubblico. Un tango argentino firmato da Astor Piazzola e Borges, “Alfonsina”, omaggio alla principessa sudamericana. “Jachinto Ciclama” loda le gesta di un “uomo d’onore”, celato dal segreto di un fatto increscioso, inenarrabile, per questo ancora più eroico. Le musiche del Maestro Piovani (“La vita è bella”) interrompono gli applausi di un pubblico straordinariamente numeroso, considerata la serata, climaticamente impossibile. “Si Todos Fosse Tu” è il bis: una bossanova che la Masu canta abbracciando con delicatezza tutta materna, due fanciulle delle Voci Bianche. Sono attonite nell’emozione ed hanno quasi perso la voce, Franca no. Il suo acuto è la musica di tutto il mondo. Il pubblico è tutto in piedi: l’applauso non cessa, l’abbraccio è per tutti. Difficile trovare una simile commistione di suoni, musica e luci in Cattedrale, negli ultimi dieci anni. Noi la ricorderemo ancora tante volte: da domani (lunedì 19) in piazza a Nuoro e nell’alba del nuovo anno a casa. Il 6 gennaio l’appuntamento catalano con Franca Masu, è “Pregarias”, il prossimo gioiello del taumaturgo femminile d’Alghero.
Nella foto Franca Masu |
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