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Monica Caggiari
22 febbraio 2006
Alghero multietnica
Quello ottenuto dal Corso di italiano per stranieri, organizzato dal Centro di educazione alla Pace e alla Mondialità “P. Carzedda”, è un successo inaspettato per gli stessi organizzatori, che nel giro di pochi giorni hanno raccolto un numero davvero elevato di adesioni
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ALGHERO - Gli studenti sono allo stato attuale più di 30 e con le loro numerose nazionalità, ben 9, circoscrivono idealmente l’intero globo. Si tratta di lavoratori stranieri provenienti dall’Europa, dall’Asia, dall’Oceania e Australia, dall’Africa e dall’America Latina, che con impegno e con sforzi enormi stanno cercando attraverso il corso di integrarsi al meglio nella nostra società. Seguono le lezioni dal mercoledì al venerdì, alternandosi nelle due fasce orarie previste di mattina e di sera in due sedi differenti. A seguirli ci sono una decina d’insegnanti volontari, prevalentemente docenti in pensione, al gruppo dei quali si sono anche aggiunte due giovani educatrici. A chiedere l’attivazione del corso sono stati gli stessi stranieri, che frequentando già l’ambiente legato alla Caritas per vari motivi, hanno mostrato l’esigenza di trovare dei canali preferenziali per vivere e lavorare al meglio nella nostra Nazione. Oltre all’esigenza di contribuire al miglioramento in ambito lavorativo, confermano anche il fatto di voler imparare a muoversi in ambiti burocratici e tutti sognano di prendere finalmente la patente. Tra le signore, prevale poi il desiderio di poter comunicare, per esempio nell’ambito dell’assistenza agli anziani o per quei lavori che richiedono in ogni caso una certa capacità comunicativa. Alle lezioni prendono parte anche una madre con la giovane figlia, entrambe della Moldavia, che confermano, con molta riservatezza, l’entusiasmo per quella che sembra un’esperienza davvero positiva. Un’altra coppia, questa volta marito e moglie, partecipa attivamente alle lezioni, iniziate da circa un mese. Si tratta di due coniugi brasiliani, in Italia sempre per lavoro, che confermano la volontà di imparare al più presto e bene la lingua scritta, lo scoglio maggiore per tutti quanti. L’unico dato che lascia perplessi è l’assenza di studenti cinesi, che pure in città rappresenta un gruppo consistente d’immigrati, ma che, come già accaduto in altri ambiti, non ha colto l’occasione.
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