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Monica Caggiari
8 marzo 2006
Donne dell'antichità e donne del presente con lo sguardo rivolto al futuro
Una settimana fitta d’impegni e tutta dedicata alla donna, al passato e al presente di quella parte della società per troppo tempo relegata ad un ruolo marginale e che tuttavia emerge, tra convegni e dibattiti, proiezioni e incontri a tema, assurgendo al ruolo di pilastro, alcune volte nascosto, delle società d’ogni epoca e periodo
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ALGHERO - Due tipologie di donne a confronto; due gli aspetti che hanno tenuto banco nella serata di ieri, 7 marzo, durante la quale si sono svolti due convegni dedicati alle donne. Il primo dal titolo “La Donna Nuragica, aspetti culturali, sociali e religiosi”, si è concentrato sulla donna arcaica. Protagonista l’autrice del testo dedicato al tema, Elisabetta Alba, del Dipartimento di Storia dell’Università di Sassari. La studiosa ha illustrato, attraverso l’analisi dei reperti bronzei, unico riferimento tangibile di un periodo storico altrimenti non codificato per iscritto, le peculiarità della vita ala femminile. Il quadro che ne è scaturito ha portato alla luce una società, che contrariamente a quanto si possa pensare, non era certo di tipo matriarcale, ma dove la donna aveva un suo ruolo ben preciso e grazie a questo poteva comunque godere del rispetto del mondo maschile, al quale faceva capo qualunque forma di autorità. Quasi in contemporanea si teneva nella Sala Manno della Fondazione Siotto, in Via Marconi, il primo appuntamento della rassegna “Donne e Lavoro” della Società umanitaria–Cineteca sarda, progetto che s’inserisce nel più ampio programma dedicato dall’Agenzia regionale del Lavoro al mondo del lavoro, nella sua progressione storica e nelle sue numerose sfaccettature d’epoca moderna, che ha toccato e toccherà anche altre località isolane, proponendo, di volta in volta, temi differenti legati alla sfera lavorativa. A condurre la serata, introdotta da Alessandra Sento e Antonello Zanda, della Società umanitaria di Alghero e Cagliari, è stata Eugenia Tognotti, docente dell’Università di Sassari, che con l’interessante relazione “Lavorare come? Mobbing e condizioni di lavoro ieri e oggi” ha condotto i presenti lungo un percorso dettagliato della medicina del lavoro, facendo sempre riferimento al mobbing. Il fenomeno, che in Italia viene riconosciuto solo di recente come fattore scatenante di malattie del lavoro, è stato spiegato con dovizia di particolari e ha agevolato la visione del film “Mi piace lavorare–Mobbing” di Francesca Comencini, che, come previsto all’interno della rassegna, mira a dare una descrizione visiva dei dibattiti che precedono le proiezioni. Un’apertura della cultura nei confronti dei temi sociali, che proseguirà stasera e domani, sempre alle ore 19 nella Fondazione Siotto.
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