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Monica Caggiari
11 marzo 2006
Restauro del Santcristus: un racconto per immagini, tra fede e arte
Presentato nella serata di ieri, 10 marzo, il lavoro di restauro effettuato sul Santcristus della Misericordia, portato a termine a giugno dell'anno scorso e raccontato con tutto l'affetto dei protagonisti attraverso una cronostoria fotografica
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ALGHERO - Una Sala Convegni gremita ha rivelato tutta l'attesa che si era creata attorno al restauro del Santcristus della Misericordia. Le tappe del recupero dell'effigie lignea, sulla quale si concentrano i riti del Venerdì Santo, sono state illustrate, nel dettaglio e quasi con una sorta di profondo affetto, dai protagonisti di quello che è diventato un vero e proprio evento per la collettività algherese. A condurre i presenti lungo la strada idealmente e fattivamente percorsa dal simulacro è stato Don Antonio Nughes, affiancato per l'occasione dal vescovo Monsignor Antonio Vacca e da Antonello Muroni, nella veste di vicesindaco. Entrambi hanno manifestato, attraverso ringraziamenti e saluti, un profondo apprezzamento per questo restauro, che conferma l'intenso legame d'amore con la scultura. A turno si sono susseguiti gli interventi, come quello del sovrintendente ai beni culturali provinciale, Stefano Gizzi, del Capitano Gianfilippo Manconi, del nucleo per la tuteli dei beni culturali dei Carabinieri e del presidente della Confraternita della Misericordia, Mario Sari. Una serata di ringraziamenti, che dopo un'ora ha lasciato spazio alla visione delle immagini del restauro, commentate in maniera impeccabile dalla studiosa Alma Casula e dal primo referente dei restauri, Sandro Signoretti, al quale è succeduta Giorgia Corrias, i quali hanno rivelato dettagli e particolari un tempo considerati solo credenze popolari, come la presenza di minuscoli rubini nelle terminazioni delle gocce di sangue. Altra peculiarità emersa dal restauro è stata la scoperta del tipo di legno, che dopo l'analisi effettuata presso la facoltà di Agraria di Torino, è risultato essere tiglio. Il maggiore pregio del restauro resta quindi quello di aver rispettato la scultura di fattura pregevole e dal gusto rinascimentale, mantenendo i livelli d'intervento compatibili con quanto di antico e storico ha l'amatissimo Santcristus.
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