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Ennio Asuni
Segretario dei Democratici di Sinistra 25 marzo 2006
Asuni contro Tedde «Basta gridare al lupo al lupo»
Il segretario cittadino dei Ds non raccoglie l´attacco di Usai:«Oggi si trova a fare politica contro i ragazzi della Via Paal del suo partito»
 Asuni contro Tedde «Basta gridare al lupo al lupo»

ALGHERO - Vorrei commentare brevemente la notizia circa la decisione della Regione Sarda di mettere all’asta le tenute di Surigheddu e Mamuntanas, che ha fatto scatenare l’ormai consolidato riflesso elettorale del Sindaco Tedde, il quale non ha perso tempo per urlare “all’ennesimo scippo” perpetrato dal barbaro Soru a danno del territorio algherese. Sembrano queste le uniche occasioni in cui l’amministrazione cittadina da segni di vita e si sveglia da un torpore quasi letargico nel quale è sprofondata da quando è stata eletta, anni nei quali ha brillato per la totale assenza di qualsiasi idea di sviluppo, non essendo tale, ovviamente, l’ordinaria amministrazione con la quale ha governato finora fumosamente la città.

E’ successo con il Ppr (dopo avere avuto 2 anni di tempo per fare Puc); succede ora con la vicenda di Surigheddu e Mamuntanas, di cui non si riesce a ricordare, in questi anni, un solo intervento propositivo di qualche esponente di questa amministrazione in merito alla loro valorizzazione produttiva.Il punto è che ormai il Sindaco e la destra algherese sembrano rassegnati a giocare di rimessa, e a gridare strumentalmente “al lupo al lupo” ogni volta che dalla Regione o dall’opposizione giungono proposte o idee alternative. Davvero ben poca cosa.

Nel merito, mi preme specificare che la realizzazione del polo di eccellenza di Agraria e Veterinaria dell’università di Sassari nel nostro territorio – di cui si è discusso negli ultimi tempi - era una delle possibilità aperte nello scenario di proposte finalizzate alla sua valorizzazione, dopo anni in cui - fra inerzie politiche e delibere impugnate - si è assistito alla prosecuzione della sua paralisi produttiva. All’atto pratico, si è compreso che questo progetto costava più di quanto la Regione potesse destinare per finanziarlo (circa 100 milioni di euro) e si è giustamente optato per la concentrazione del polo agro-zootecnico nella tenuta di Bonassai, ad un tiro di schioppo da Alghero, già dotata di importanti infrastrutture e competenze e alla quale sono forse sufficienti per realizzarlo i 47 milioni di euro già stanziati da Cagliari.

Come dice bene, l’onorevole Bruno, questa è una opportunità importantissima per il territorio del nord ovest della Sardegna, che consente una prospettiva di sviluppo anche per Mamuntanas e Surigheddu. E’ chiaro che le condizioni poste nella vendita dovranno escludere qualsiasi forma di speculazione immobiliare o di espansione di volumetrie, se non quelle funzionali all’attività delle aziende agricole, perché la sua destinazione d’uso dovrà essere vincolata unicamente a produzioni agroalimentari e a quelle previste dal Piano Paesistico.

Possiamo comprendere come l’attivismo politico-amministrativo del centro-sinistra possa disorientare e creare sconcerto in chi ha governato inutilmente la Regione dal 1999 al 2004, ovvero le giunte Floris-Pili-Masala, di cui non si ricorda davvero nulla se non di avere bruciato 5 anni di governo della Sardegna. La verità è che l’isola non può rimanere ancora al palo, bloccata dagli interessi di bottega dei soliti noti, e da un modello sviluppo che non è capace di mantenere il valore aggiunto dove si produce.

Occorre innovare ed investire in ricerca ed in conoscenza, puntare alle nuove produzioni e alle eccellenze, se non si vuole perdere definitivamente il treno della crescita. Per quanto concerne gli insulti di Usai, credo si tratti solo delle patetiche frustrazioni di un uomo che credeva di essere un politico vero, e che invece si trova oggi a fare politica contro i ragazzi della Via Paal del suo partito che l’hanno cacciato. Meglio non infierire troppo.
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