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Monica Caggiari
25 marzo 2006
Santcristus, continuano le celebrazioni
Continuano le celebrazioni per il quarto centenario dal ritrovamento del Santcristus della Misericordia, l’effigie lignea attorno alla quale da ben 400 anni ruota la religiosità dei riti pasquali in città
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ALGHERO - Sull’amato crocifisso, che secondo la tradizione fu ritrovato da pescatori a largo di Porto Conte, è intervenuto lo storico e studioso di tradizioni popolari Enzo Espa, invitato dall’amico Don Antonio Nughes, direttore dell’Ufficio per i Beni Culturali della Diocesi, che in occasione della terza conferenza commemorativa sul Santcristus ha ceduto la parola all’esperto per raccontare la spiritualità e ritualità della Settimana Santa. La cornice ideale è stata ancora una volta la Sala Conferenze della Chiesa di San Francesco, dove un pubblico, sempre numeroso, ha assistito all’excursus fatto da Espa lungo secoli di religiosità popolare. Dalle parole dello storico è emersa un’intensa attenzione da parte delle popolazioni sarde nei confronti di quello, che nei secoli si è rimasto un vero è proprio momento di drammaturgia religiosa. In particolare il Venerdì Santo, fulcro del triduo pasquale, è stato al centro dell’analisi degli elementi centrali, quali la presenza della croce, del Cristo e del simulacro della Madonna. La descrizione del Cristo venuto dal mare ha permesso un’analisi complessiva dell’iconografia cristiana, per la quale Espa ha voluto ripercorrere la storia della simbologia del Crocifisso. Dai paleocristiani, per i quali la croce era scarna e senza cristo si è giunti, quindi, alla rappresentazione spiritualista del Santcristus, passando per una fase detta realista, mantenuta fino intorno al XIV secolo. Attorno al Cristo si è poi sviluppato un rito molto articolato, con la rievocazione della fuga degli apostoli e della presenza di elementi, concentrati nei tre giorni cruciali, giovedì, venerdì e domenica. Un mistero, quello pasquale, che nell’analisi di Espa si è delineato come un momento ben definito, codificato da azioni e riti che esulano dalla libera interpretazione e che affondano le radici in una devozione popolare che, così la sintesi di Espa, è riduttivo far confluire solamente nel bacino delle tradizioni di origine spagnola. La serata si è quindi conclusa con uno spunto, suggerito da Espa, per ulteriori studi sulle origini della ritualità dei misteri pasquali ad Alghero e in generale in Sardegna.
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