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Marco Vuchich
9 settembre 2003
Colavitti, è un documento fortemente rinunciatario
Lo sfidante di Tedde alle scorse amministrative riappare in aula per votare contro il consuntivo presentato dalla Giunta e denuncia il disprezzo delle proposte presentate dall’opposizione

Il ritorno in aula di Gerolamo Colavitti coincide con la discussione del resoconto finanziario del primo anno di vita della giunta Tedde, un consuntivo che da sempre viene interpretato come una sorta di verifica generale per ogni amministrazione e che non pochi grattacapi creò al precedente sindaco Tonino Baldino. Colavitti appare in forma, parla a braccio e si rivolge all’assemblea con la sicurezza di un politico navigato e certo delle proprie idee. Peccato non sia intervenuto nei momenti caldi della vita politica di Alghero, isolandosi in una latitanza dorata che ai più appare incomprensibile. La città e il dibattito in consiglio comunale avrebbero bisogno della sua esperienza, ma sarebbe un importante punto di riferimento anche tra i banchi dell’opposizione, schiacciata da una maggioranza, per ora, inesorabilmente monolitica.
“E’ con rammarico che do il mio voto contrario al consuntivo finanziario presentato, - afferma Colavitti - perché questo documento appare fortemente rinunciatario”. E poi incalza: “Non c’è differenza tra maggioranza e opposizione quando in ballo è il futuro della città, ma siamo costretti a denunciare il senso di disprezzo da parte di chi governa Alghero nei confronti delle idee e delle proposte da noi presentate in tutto questo tempo”. Insomma la vecchia “tiritera” tra chi ha il potere e chi non ce l’ha, con i veti e le chiusure ottuse di un modo di fare politica tipicamente italiano, aggravato dai pregiudizi a prescindere di una minoranza che ripete monotonamente un copione letto e riletto e difficilmente costruttivo.
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