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Pierpaola Pisanu 17 giugno 2006
Alghero 2020 arriva in consiglio comunale
Si comincia a lavorare per costruire l’Alghero del 2020. Ieri il consiglio comunale ha iniziato a parlare del piano strategico della città dove saranno inseriti tutti i progetti da realizzare nei prossimi 15 anni e sarà la popolazione a sceglierli. Tra non molto inizierà il confronto con le parti sociali
Alghero 2020 arriva in consiglio comunale

ALGHERO - Alla realizzazione della città del futuro deve partecipare la popolazione. A cominciare dai suoi rappresentanti che siedono nell’aula di via Columbano ai quali ieri sono state illustrate le finalità del Piano Strategico. Alghero 2020 sarà il risultato di un processo che coinvolgerà nei prossimi mesi, associazioni di categoria, culturali, ambientaliste, tutte le parti sociali saranno chiamate in causa per e chiunque vorrà dare il suo contributo alla costruzione della città dei sogni. Al quesito posto da Vittorio Curedda della Margherita, «Che ruolo avrà in questa pianificazione il Consiglio comunale?», la risposta lascia aperte numerose possibilità. Trattandosi di uno strumento volontario, e quindi non sottoposto ai passaggi burocratici previsti dai regolamenti degli enti locali, va da sé che anche i consiglieri, oltre al loro compito di discutere e approvare o meno la pianificazione nello stadio finale, potranno nei panni, innanzitutto di cittadini, partecipare attivamente al processo per la progettazione del futuro di Alghero. Anzi sarebbe auspicabile che tutti si spogliassero delle bandiere di partito, per affrontare un dibattito quanto più possibile sereno, «da uomini, prima che da politici», come hanno ribadito Roberta Casu, docente della facoltà di Architettura e Andrea Pillon di Avventura Urbana, che insieme alla facoltà di Economia affiancano il Comune nella redazione del Piano Strategico. La dimostrazione che l’assemblea civica avrà un ruolo da protagonista anche nella fase della definizione degli interventi da attuare, arriva anche dalla scelta di coinvolgerla fin dai primi passi di questo processo. «E’ la prima volta che viene interessato il consiglio comunale fin dalla fase embrionale del Piano Strategico», ha evidenziato Pillòn, reduce da simili esperimenti già realizzati in altre città italiane dove il consiglio è stato coinvolto solo in una fase più avanzata. Altro dubbio sollevato ieri: come si può concretizzare un Piano di interventi da attuare per i prossimi 15 anni senza incappare nelle divergenze di opinioni tra le amministrazioni che si succederanno? Gli esperti hanno chiarito subito che non si tratta di un Piano Tedde o di chi arriverà dopo. E’ il Piano della città e deve riflettere la volontà della popolazione espressa attraverso vari forum che saranno organizzati di qui a breve per arrivare alla costituzione di una cornice condivisa all’interno della quale saranno individuati i vari interventi che possono anche mutare nel tempo. «L’importante – hanno ribadito Casu e Pillòn - è costruire una solida griglia in grado di resistere alle inevitabili divergenze sui singoli progetti». Le differenziazioni quindi sono ammissibili con il passaggio da una giunta all’altra. L’importante è che si guardi sempre all’obbiettivo comune che è quello scelto da Alghero e dai suoi abitanti.



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