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PPP
23 giugno 2006
Pesce putrido nei cassonetti: commercianti sotto accusa
La normativa costringe i produttori di scarti di origine animale a servirsi di canali di smaltimento specifici attraverso aziende di smaltimento espressamente indicate dalla Asl

ALGHERO - Saranno intensificati i controlli per evitare che vengano gettati nei contenitori destinati ai rifiuti solidi urbani, scarti alimentari. Lo assicura l’assessore all’Ecologia Francesco Carboni all’indomani della segnalazione del Comitato di Quartiere di Sant´Agostino. «Se non ho risposto prima, alla richiesta del comitato è perché era indirizzata alla Slia e inviata a me per conoscenza», ha voluto chiarire. «Va detto che non esiste nessuna normativa che impone la posizionatura di contenitori stagni per i sottoprodotti di origine animale come propone il comitato – evidenza l’assessore all’ecologia – esistono però un regolamento della Comunità Europea e un Decreto Legge, che disciplinano in modo assolutamente fiscale la gestione di questo tipo di rifiuti». La normativa in questione costringe i produttori di scarti di origine animale a servirsi di canali di smaltimento specifici attraverso aziende di smaltimento espressamente indicate dalla Azienda Sanitaria Locale. Ne consegue che se nel rione l’aria è irrespirabile a causa dei cassonetti maleodoranti, chi non sta facendo il proprio dovere sono i commercianti che anzichè servirsi di aziende specializzate per conferire gli scarti di carne e pesce, così come impone la normativa, se ne sbarazzano nel primo cassonetto utile. «Con l’assegnazione della nuova gara d’appalto per il servizio di igiene urbana, - aggiunge Carboni - si provvederà alla raccolta differenziata dell’umido delle utenze domestiche, mentre per le utenze commerciali, come in questo caso, la raccolta e lo smaltimento degli scarti della lavorazione rimarrà a loro completo carico».
nella foto l´assessore all´Ecologia Carboni
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