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Giuseppe Tilloca, capogruppo consiliare Alghero Viva 9 settembre 2006
Bilancio: Comune in perdita per Alghero Viva
Bilancio: Comune in perdita per Alghero Viva

Avevo deciso di non intervenire sulle questioni riguardanti il bilancio consuntivo 2005, ma dopo le dichiarazioni rilasciate dal sindaco e dall’assessore Caria sento il dovere di spiegare, molto umilmente e nella misura in cui riuscirò, la reale situazione del bilancio del Comune di Alghero.

Dire, in un comunicato stampa, che il consuntivo 2005 si è chiuso con un avanzo di € 1.383.216,35 è una bugia grande come una casa perché il bilancio consuntivo del 2005 si è chiuso con un disavanzo di gestione di € 2.741.320,56, cioè in parole povere, si è chiuso in perdita perchè il Comune ha sostenuto spese per € 81.961.073,74 ed ha accertato entrate per € 79.219.753,18. Questi dati sono contenuti nel documento di bilancio. E a poco serve sostenere che il disavanzo è stato generato dai debiti fuori bilancio pagati nel 2005 perché i debiti fuori bilancio non erano sconosciuti a chi amministra, giacchè erano debiti generati da espropri per realizzare opere pubbliche di cui si conoscevano nomi ed importi ma per i quali però non sono stati fatti accantonamenti; per essere un po’ più terra terra questi debiti fuori bilancio non sono delle tegole cadute in testa all’amministrazione all’improvviso, gli uffici comunali ne conoscevano e ne conoscono, anche di quelli attuali, ogni passaggio per cui alla fine si può senz’altro affermare che, tecnicamente, questi debiti fuori bilancio non sono altro che dei residui passivi non iscritti a bilancio. Tra l’altro la scelta operata dall’amministrazione Tedde di applicare l’avanzo di amministrazione anche nel 2006 porta alla considerazione che il corrente esercizio finanziario si chiuderà con un altro disavanzo di gestione di alcuni milioni di euro. Sbandierare poi il dato del fondo cassa e dell’avanzo di amministrazione è alquanto fuorviante perché non è normale avere al 31 dicembre un fondo cassa di 31 milioni di euro e di contro un avanzo di amministrazione pari a € 15.745.076,15 perché se quest’ultimo fosse tutto monetizzato noi ci saremo dovuti trovare con 15.000.000 di euro ca. in cassa, mentre invece è noto a tutti che l’avanzo di amministrazione del comune di Alghero è determinato prevalentemente dai residui attivi dell’acqua, di dubbia esigibilità (lo dice l’assessore Caria) per cui quel fondo cassa così consistente non erano altro che soldi già impegnati per sostenere parte di quelle spese degli 81.961.000 euro di cui sopra che non si sono materialmente concretizzate nel 2005 e che, presumibilmente, si sono invece materializzate nei primi mesi del 2006. Oggi invece ci preoccupa, tra l’altro in una situazione politica favorevole, il fatto che la mole dei residui attivi relativi al servizio idrico, cioè soldi che i cittadini devono al comune per la fornitura dell’acqua potabile, sia arrivata oramai a 25 milioni di euro. Come mai i cittadini non stanno pagando neanche l’acqua del 2003, 2004 e 2005? O meglio in che misura la stanno pagando? Non è dato saperlo nel comunicato stampa dell’amministrazione, ma leggendo gli atti di bilancio ci sono grandi motivi di preoccupazione.

E’ vero le entrate tributarie sono aumentate in questi ultimi anni ma per effetto degli aumenti tariffari e per effetto della allocazione in questo titolo delle entrate derivanti da oneri per permessi di costruire (leggasi Oneri Bucalossi) aggirantesi sui 3 milioni di euro che negli anni passati non venivano allocate tra le entrate tributarie. Ma un amministratore attento e corretto dopo le entrate avrebbe dovuto dare qualche notizia sulle uscite (spese) e allora, visto che l’assessore Caria non ha fatto alcun riferimento alle spese, le ricostruisco io: nel 2001 sono state sostenute spese correnti (spese per garantire i servizi) per un importo di € 31.454.722,41, nel 2002 per € 34.211.311,83, nel 2003 per € 38.131.390, 79 e nel 2004 per € 43.260.767 e nel 2005 per € 40.031.949,94 con un trend in notevole aumento . E tutta questa mole di uscite è stata riservata ad aumentare e a migliorare i servizi per i cittadini o non è servita piuttosto a fare assunzioni clientelari (oggi i personale a convenzione pare abbia superato in numero il personale di ruolo) o a pagare manifestazioni e trasferte di amministratori e non e/o a pagare costosissime consulenze legali? Perché l’assessore Caria non ha detto che le spese per il funzionamento degli organi istituzionali, per intenderci, le spese per pagare le indennità al sindaco e ai 10 assessori, nonché per pagare i gettoni di presenza dei consiglieri comunali sono passate da un importo di 200.000 euro del 2001 al 1.141.810 euro del 2005 con un aumento di oltre il 500%?

Per quanto riguarda i trasferimenti dalla regione è importante sottolineare come questi diminuiscono rispetto al 2004 ma aumentano rispetto al 2001, 2002 e 2003 e che, al di là di ogni più pessimistica previsione, addirittura questi sono in crescita rispetto al passato.

Due parole sulla mole degli investimenti attivati da questa amministrazione: io ho sempre sostenuto che ognuno risponde del proprio operato politico nel periodo storico nel quale si trova ad amministrare e sappiamo tutti che ci sono dei momenti più propizi e dei momenti meno propizi. L’amministrazione Tedde si è trovata ad amministrare durante la elargizione di notevoli finanziamenti derivanti dal quadro comunitario di sostegno 2000/2006 e ha potuto quindi usufruire di questi contributi (vedi il nuovo depuratore, l’intervento per S.Michele, il rifacimento delle reti idriche e fognarie etc), ma io credo che sia importante sottolineare invece come questa amministrazione abbia triplicato, in quattro anni, l’indebitamento procapite per i mutui contrati le cui conseguenze saranno tutte a carico delle future generazioni e delle future amministrazioni.

Non è stato forse l’assessore Caria a parlare di ingessamento e di difficoltà di bilancio nel 2006 causa l’eccessivo indebitamento?

In merito ai brillanti risultati politici raggiunti da questa amministrazione lasciamoli giudicare agli elettori, non manca molto tempo d’altronde alle nuove elezioni.



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