A.B.
15 agosto 2015
Precari scuola: il ministro chiama Pigliaru
«Mitigare lo svantaggio dell´insularità», dichiara il presidente della Regione Autonoma della Sardegna

CAGLIARI - Il presidente della Regione Autonoma della Sardegna Francesco Pigliaru ha ricevuto ieri (venerdì), in tarda serata, la telefonata del ministro della Pubblica istruzione Stefania Giannini, concordata dopo la lettera dell'assessore della Pubblica Istruzione Claudia Firino ed i numerosi colloqui telefonici intercorsi tra gli uffici. Il colloquio si è ripetuto, per approfondimenti, questa mattina. Il presidente ha riassunto al ministro la posizione della Regione, che partiva da una richiesta di proroga della scadenza odierna.
«Abbiamo parlato a lungo di insularità come fattore di svantaggio - spiega Pigliaru - problema che il ministro ha riconosciuto. E abbiamo concordato che a breve ragioneremo insieme su quali misure possano essere adottate per mitigare tale svantaggio. Nel complesso, - prosegue resta il fatto che riteniamo che gli attuali calcoli del fabbisogno dei docenti nelle varie regioni debbano tenere conto in modo importante non solo del numero degli alunni ma soprattutto della qualità del servizio che si va ad erogare, con investimenti addizionali dove esistono i problemi più gravi, cioè alta dispersione e basso apprendimento. Noi lo stiamo facendo con il programma “Iscol@” e riteniamo che il Governo debba accompagnarci con proprie risorse in quella direzione. Credo che al più presto si debbano modificare i criteri», conclude il presidente regionale, richiamando quanto detto alcuni giorni fa a Roma nel suo intervento alla direzione del Pd dedicata al Mezzogiorno. «Lasciamo da parte il semplice calcolo ragionieristico e troviamo meccanismi adeguati: i nostri ragazzi hanno diritto ad avere pari opportunità».
Da parte di Giannini, che ha motivato l’impossibilità per il Governo di procedere alla proroga richiesta dalla Regione riguardante i termini di presentazione della domanda di attribuzione delle cattedre per la cosiddetta “fase B”, è stato inoltre inviato alla Regione Sardegna un documento che conferma i numeri comunicati dall’Ufficio scolastico regionale, secondo il quale i tre quarti delle 1039 cattedre disponibili e vacanti sul territorio regionale saranno coperti da insegnanti sardi (a fronte di un numero di stabilizzazioni medio annuo che fino ad oggi è stato di circa 300 posti). Con lo stesso documento, il ministero ha specificato le azioni che si stanno compiendo per attutire in misura massima il disagio di eventuali spostamenti di docenti della graduatoria ad esaurimento che non avessero opportunità dirette in Sardegna per la propria classe di insegnamento. Tra l’altro, attraverso una tempestiva e condivisa applicazione del sistema di supplenze annuali si lavorerà per poter garantire ai docenti che si troveranno nelle condizioni di dover scegliere una cattedra fuori dal territorio regionale, di poter insegnare nel prossimo anno in Sardegna. La Regione proseguirà il confronto affinché agli stessi docenti si estendano maggiori garanzie di permanenza sull’Isola anche per i prossimi anni, avendo al contempo garantiti i diritti legati alla titolarità di cattedra e alle opportunità di mobilità straordinaria da attivarsi già dal prossimo anno. Pigliaru, in coordinamento con Firino, ha assicurato che i dettagli delle possibili soluzioni di salvaguardia saranno costantemente seguiti dall’Assessorato e dalla Presidenza, che anche nella settimane prossime proseguiranno nel presidio di questi problemi.
Nella foto: il presidente regionale Francesco Pigliaru
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