|
S.A.
29 settembre 2015
Inclusione sociale: progetto sardo da 1,5 mln
Finanziato il programma di inclusione sociale "Prendere il volo", rivolto a giovani, tra i 18 e 25 anni, ospiti in comunità residenziali per minori, che arrivano al compimento del 18esimo anno e che spesso non riescono ad inserirsi nella società
![]()
CAGLIARI - Un milione e mezzo di euro è stato stanziato oggi dalla Giunta regionale, su proposta dell’assessore della Sanità, Luigi Arru. Serviranno per finanziare il programma di inclusione sociale "Prendere il volo", rivolto a giovani, tra i 18 e 25 anni, ospiti in comunità residenziali per minori, che arrivano al compimento del 18esimo anno e che spesso non riescono ad inserirsi nella società, e a minorenni in affido etero familiare o seguiti dal Centro per la Giustizia Minorile, inseriti in comunità ministeriali, comunità alloggio o negli istituti penali per i minorenni.
Il programma Prendere il volo, individua la presenza del Tutor di intermediazione sociale, figura dotata di qualità personali (maturità affettiva e capacità di prendersi carico dell’altro) e di solida preparazione teorica e tecnica, che accompagna il ragazzo nel proprio percorso di autonomia con l’obiettivo di rafforzarne la capacità di costruirsi una vita indipendente. E'rivolto a giovani con comprovate difficoltà economiche, senza un idoneo supporto familiare, di età compresa tra i 18 e i 25 anni, che abbiano già raggiunto i pre-requisiti minimi per la vita indipendente e devono completare la fase di transizione verso una più stabile autonomia e integrazione sociale e quindi devono ultimare il percorso scolastico e/o formativo avviato. «Ci sono tanti interventi finanziati dalla Regione e dai Comuni per sostenere e aiutare i minori e le famiglie in difficoltà - spiega l’assessore Arru - Finora, però, non ci sono state la giusta attenzione o le giuste risposte per il dopo comunità, per accompagnare il ragazzo che non rientra in altri programmi di inclusione. Prendere il volo rappresenta una opportunità per questi ragazzi che lasciano le strutture che li hanno ospitati fino alla maggiore età e non hanno ancora completato il proprio percorso formativo o non riescono a muoversi in autonomia». Nella foto: l'assessore Luigi Arru |
|


