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Marcello Simula 25 ottobre 2006
Cellulari..
all'ordine del giorno
Approvati nella riunione di ieri del consiglio comunale tutti i punti all´ordine del giorno. Lamentele da maggioranza e opposizione per la cattiva abitudine di trascorrere buona parte del tempo riservato alla seduta, fuori dall´aula o al cellulare
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ALGHERO - Lido Novelli, risarcimenti ai danneggiati da sangue infetto e variazioni al bilancio: il consiglio comunale, riunito ieri sera nei banchi di via Columbano, ha approvato tutti i punti all’ordine del giorno, seppur con qualche polemica. La seduta è iniziata con una discussione sui cedimenti strutturali della Torre di Sulis: l’assessore ai Lavori Pubblici Gianni Spano, chiamato in causa dal rappresentante della Margherita Vittorio Curedda a relazionare sullo stato di salute della torre, ha escluso ogni possibile responsabilità dell’amministrazione, tanto meno in relazione allo scavo per la vasca di raccolta delle acque piovane. Per quanto riguarda la facciata della torre, l’assessore ha indicato come unico responsabile la soprintendenza, i cui tecnici, insieme a quelli comunali e ai vigili del fuoco, hanno già fatto un sopralluogo per considerare l’entità del danno.

Primo punto all’ordine del giorno, nell’intervento di Isio Camboni, il Lido Novelli è ancora sotto i riflettori. Secondo il consigliere di Città Futura l’area rischia di essere soggetta alle norme presenti nella nuova finanziaria, norme che prevedono l’allungamento della durata delle concessioni marittime da sei a cinquanta anni. Sul caso è intervenuto l’assessore al Demanio Angelo Caria, il quale ha spiegato che in ogni caso la concessione per il lido Novelli scadrà solo nel 2027. Fino ad allora, come richiesto da Camboni, Caria ha auspicato l’impegno delle amministrazioni per tornare in pieno possesso dell’intera area e restituirla ai cittadini come fascia di spiaggia libera da lettini e ombrelloni a pagamento.

Poco interesse, invece, per il secondo punto all’ordine del giorno. I consiglieri sono stati chiamati a fornire sostegno formale a tutti i danneggiati da trasfusioni infette, secondo un documento diffuso in tutta Italia dall’associazione Le Case di Prometeo. Punto di partenza è la legge 141 del luglio 2003, che ha previsto un apposito fondo per i danneggiati dalla trasfusione di sangue ed emoderivati infetti per il triennio 2003-2005. Questo fondo, utilizzato completamente per coprire i risarcimenti dei malati di emofilia, ha di fatto escluso dai finanziamenti, causa esaurimento fondi, anche gli affetti da thalassemia. Nell’isola sono stati e sono ancora oggi tanti i politrasfusi che hanno contratto patologie virali proprio in seguito a trasfusioni “sbagliate”. Il documento, sottoscritto dai comuni di tutta Italia, sarà inoltrato all’attenzione delle più alte cariche dello stato. Si tratta dunque di una questione che colpisce da vicino molte famiglie sarde e algheresi: eppure neanche questo è bastato a risvegliare la sensibilità e l’interesse del consiglio comunale, che al momento della presentazione del documento da parte dell’assessore Carboni era presente in aula con soli tredici consiglieri. È stata necessaria una lunga e laboriosa fase di scampanellio da parte del presidente Mario Conoci per richiamare in aula i consiglieri dispersi nei pressi di palazzo civico: così i presenti sono diventati magicamente diciannove, non senza provocare lo sdegno di alcuni già tra i banchi.

Sono stati votati inoltre la variazione al bilancio di previsione 2006 e il riconoscimento di legittimità di debiti fuori bilancio. La variazione, necessaria a causa di una serie di sentenze, ha coinvolto debiti già previsti nel bilancio preventivo, ma non nell’entità poi verificata. La somma recuperata, 204mila euro, è stata ottenuta attraverso una modifica al piano triennale delle opere pubbliche.

All’ordine del giorno anche la ricognizione sullo stato di attuazione dei programmi: la ristretta relazione, compressa tutta nelle parole dell’assessore al Bilancio Caria, è stata oggetto di forti critiche da parte dell’opposizione, che insieme alla fin troppa sintesi ha lamentato la parzialità di una presentazione limitata quasi esclusivamente all’ambito finanziario. Da segnalare infine che anche in questo caso il consiglio non ha risposto al suo compito in termini di interesse e di presenze: questa volta sono stati Tilocca e Piras, direttamente dai banchi consiliari, a stigmatizzare, seduta stante, l’abitudine diffusa dei consiglieri comunali di assentarsi dall’aula o di passare gran parte della seduta parlando al cellulare, per poi risvegliarsi solo al momento del voto.

Nella foto la seduta di consiglio



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