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Marcello Simula 1 novembre 2006
No agli alberghi, salta il consiglio comunale
Pomo della discordia la variante al piano regolatore in località Cuguttu. La maggioranza prevedeva di assegnare all’area in questione una destinazione per “servizi generali”. Per il centrosinistra devono essere “insediamenti alberghieri”
No agli alberghi, salta il consiglio comunale

ALGHERO - Lavori bloccati per il consiglio comunale. Assente l’opposizione, la maggioranza non è stata in grado di garantire il numero legale al momento del voto, dunque seduta sciolta e aggiornamento a data da stabilirsi. Pomo della discordia è stata una variante al piano regolatore generale: spostata al primo posto tra i punti all’ordine del giorno, come spiegato dall’assessore all’urbanistica Luigi Altea l’adozione della variante è stata resa necessaria da una sentenza TAR della Sardegna che obbliga l’amministrazione a definire una destinazione d’uso per un’area in località Cuguttu. Il testo presentato dall’amministrazione prevedeva di assegnare all’area in questione una destinazione G9, codice che identifica la destinazione per “servizi generali”. Su questa proposta è scattata la reazione della minoranza: Vittorio Curedda prima e Pino Tilocca dopo hanno contestato la proposta, nonostante questa fosse conseguenza di una valutazione tecnica da parte del dirigente comunale. «Per l’ennesima volta siamo davanti a un atto del tribunale che esautora il consiglio comunale delle sue prerogative politiche», ha lamentato Curedda, che ha poi proposto di recuperare tali prerogative, anche contro il parere dei tecnici, attraverso la scelta di una destinazione d’uso B3H relativa a “insediamenti alberghieri”, destinazione presentata in una prima battuta in commissione urbanistica proprio dai tecnici comunali. A questo punto la risposta del Sindaco, che ha rimandato la conversione dell’area a B3H all’approvazione del Puc, ha scatenato le ire dell’opposizione: sia Tilocca che Curedda hanno infatti ricordato all’amministrazione Tedde che dopo quattro anni non solo non esiste un Puc, ma questo non è arrivato nemmeno in discussione in aula consiliare, e anzi, ha accusato Tilocca, «siamo ancora fermi alle stesse linee guida del novantotto». È stato allora Giancarlo Piras a prendere le difese della maggioranza, garantendo che sarà questa stessa amministrazione a presentare il Puc in consiglio comunale. Ma evidentemente al centrosinistra le garanzie di Piras non sono bastate. Al momento del voto i banchi dell’opposizione si sono svuotati: quattordici votanti, assenza del numero legale. Nonostante una sospensione della seduta di venti minuti – Tilocca e opposizione si aspettavano direttamente lo scioglimento – la maggioranza non ha trovato comunque i numeri per proseguire con i lavori. E allora tutti a casa, ma con un dubbio: si tratta di assenze giustificate o per il centrodestra siamo già alle prime avvisaglie di un malumore interno di sapore preelettorale?



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