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Alguer.itnotiziesardegnaPoliticaEnogastronomia › Isola dei Nuraghi: modifica del disciplinare
Red 20 luglio 2019
«La modifica del disciplinare della Igt “Isola dei Nuraghi”, non è tesa a determinare un livellamento verso il basso delle produzioni, ma a dare la possibilità alle produzioni di vini senza denominazione di essere prodotti come Igt, permettendo un incremento percentuale del trend già positivo della produzione di vini di qualità in Sardegna», dichiara l’assessore regionale dell’Agricoltura Gabriella Murgia
Isola dei Nuraghi: modifica del disciplinare


CAGLIARI - «La modifica del disciplinare della Igt “Isola dei Nuraghi”, non è tesa a determinare un livellamento verso il basso delle produzioni, ma a dare la possibilità alle produzioni di vini senza denominazione di essere prodotti come Igt, permettendo un incremento percentuale del trend già positivo della produzione di vini di qualità in Sardegna». Lo precisa l’assessore regionale dell’Agricoltura Gabriella Murgia, dopo l’audizione in Commissione consiliare Attività produttive dei rappresentanti del mondo vitivinicolo sardo.

La proposta di modifica del disciplinare di produzione del vino a Igt “Isola dei Nuraghi”, chiarisce Murgia, «è un procedimento il cui iter istruttorio è iniziato nel 2013 a seguito di un’istanza presentata da un soggetto legittimato. La Regione ha eseguito la propria istruttoria rispettando pienamente le norme comunitarie e nazionali ed esprimendo il proprio parere positivo nel maggio del 2016». Da allora, l’iter istruttorio è proseguito a livello ministeriale. La proposta di modifica ha già avuto il parere positivo del Comitato vini, e si è anche conclusa la Conferenza di servizi convocata dal Ministero per rispondere alle osservazioni di alcuni ricorrenti. Queste osservazioni sono state interamente rigettate. La proposta di modifica è stata pertanto già una prima volta pubblicata in Gazzetta ufficiale.

Recentemente, alcuni operatori hanno chiesto l’annullamento in autotutela del parere regionale espresso nel 2016, il quale non è stato accolto, perché non accoglibile in termini di legge. Alcuni operatori hanno quindi presentato ricorso al Tar. Sarà a questo punto il Tribunale amministrativo che dirimerà la controversia. «La Regione - sottolinea l’assessore - ha solo espletato il proprio dovere istruttorio, peraltro riguardante una parte dell’intero procedimento il cui atto finale (la pubblicazione definitiva della modifica del disciplinare in Gazzetta ufficiale) è di competenza ministeriale. L’iter istruttorio regionale si è quindi da tempo concluso».
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