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Red 3 agosto 2019
A luglio, l´Università di Sassari celebra la prima laurea ottenuta, in Scienze forestali, da un detenuto della Casa circondariale di Nuoro: un segnale importante di come sia possibile concludere un percorso di studi universitari anche in una sede penitenziaria diversa dalle più note Tempio ed Alghero, dove i detenuti che hanno conseguito la laurea sono già molti
Polo universitario penitenziario: tre lauree


NUORO - Il Polo universitario penitenziario dell’Università di Sassari attraversa un momento particolarmente fertile della sua attività annuale. Dopo il workshop “Dentro & fuori”, che ha caratterizzato l’attività di metà giugno, a luglio l'Ateneo celebra la prima laurea ottenuta, in Scienze forestali, da un detenuto della Casa circondariale di Nuoro: un segnale importante di come sia possibile concludere un percorso di studi universitari anche in una sede penitenziaria diversa dalle più note Tempio ed Alghero, dove i detenuti che hanno conseguito la laurea sono già molti. «Questa laurea a Nuoro ci rende particolarmente orgogliosi – spiega Emmanuele Farris, delegato del rettore dell’Uniss per il Polo universitario penitenziario – perché da senso a tanti sforzi che insieme all’Amministrazione penitenziaria portiamo avanti da anni anche nel carcere di Nuoro. Inoltre, il fatto che lo studente abbia potuto conseguire il titolo nella sede nuorese dell'università rappresenta un deciso segnale verso il pieno reinserimento nella società, una conferma che gli studi universitari possono costituire un viatico, uno strumento decisivo per chi, pur avendo sbagliato, vuole imprimere un cambiamento radicale alla propria vita».

La laurea conseguita a Nuoro non mette però in ombra un’altra laurea, conseguita con il massimo dei voti a Sassari da uno studente detenuto nella Casa di reclusione di Tempio-Nuchis. «Ogni volta che uno studente detenuto consegue il titolo – commenta il rettore dell’Università degli studi di Sassari Massimo Carpinelli – e per di più nell’aula magna dell’Università come tutti gli altri studenti, si realizza un piccolo miracolo, un evento che dovrebbe dare soddisfazione a tutte le istituzioni e speranza alle persone che hanno difficoltà ad accedere ai percorsi di alta formazione». A queste due lauree, conseguite nell'Anno accademico 2018-2019, se ne aggiunge un’altra ottenuta a distanza da uno studente in precedenza detenuto a Tempio, successivamente trasferito ad Asti, che ha discusso la tesi in videoconferenza con la commissione di laurea riunita nella Casa circondariale di Sassari-Bancali. Segno che le tecnologie aiutano quando si tratta di portare avanti percorsi di studio in condizioni tutt’altro che facili, dove oltre alle difficoltà logistiche di tempi, spazi e strumenti per lo studio, spesso ci si mettono pure le distanze geografiche.

Il progetto di un Polo universitario penitenziario capillare, che raggiunga l’utenza penitenziaria anche oltre i confini regionali, prende corpo proprio in questi mesi, grazie agli sforzi congiunti di Università, Provveditorato regionale dell’Amministrazione penitenziaria e Dipartimento dell’Amministrazione penitenziaria del Ministero della Giustizia. «In questi giorni, in cui tutti i nostri cinquanta studenti detenuti sono impegnatissimi a sostenere gli esami della sessione estiva, non solo stiamo inserendo un gruppo di quindici tutor negli istituti penitenziari, ma abbiamo anche aperto la segreteria del Polo, facciamo orientamento negli istituti penitenziari ai diplomati e diplomandi detenuti tutti i venerdì di luglio, e stiamo anche lavorando attivamente con il Prap e il Dap per portare i nostri servizi informatici negli istituti penitenziari. L'intento è quello di permettere agli studenti detenuti di gestire in prima persona la propria carriera universitaria iscrivendosi agli esami, generando i bollettini per il pagamento delle tasse, o facendo un colloquio via Skype con un docente che magari è fisicamente lontano centinaia o migliaia di chilometri in questo momento abbiamo studenti detenuti in quattro istituti penitenziari sardi e quattro peninsulari, e non possiamo progettare uno sviluppo futuro senza guardare alle nuove tecnologie».
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