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Marcello Simula
10 gennaio 2007
Polo Universitario, Società consortile, programmi e sviluppi del centro storico
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ALGHERO - Intervista a Giovanni Maciocco, preside della Facoltà di Architettura e vicepresidente della società consortile per i servizi universitari di Alghero.
Prima di tutto la società consortile. Quali sono gli obiettivi a breve termine? «Il primo obiettivo è quello di poter ricevere finanziamenti per fornire tutti servizi che servono all’Università. Il problema principale è quello degli spazi: in tempi brevissimi verranno consegnati al consorzio i locali che noi già utilizziamo, in modo da procedere subito con la manutenzione straordinaria delle strutture. Per esempio, potremo finalmente contattare l’Enel per stipulare un contratto al fine di installare pompe di calore nei locali dell’ex Asilo Sella. Un’altra questione riguarda la biblioteca: tra poco dovremo smettere di acquistare libri proprio per mancanza di spazi. I lavori per la nuova biblioteca, che nascerà dove ora sorge l’ex chiesa di Santa Chiara, sono già stati appaltati, ma ancora non sono partiti. E poi ovviamente comunicheremo con l’Ersu per la creazione di una casa dello studente, mentre il servizio mensa è già attivo». Architettura e centro storico: una sinergia che funziona. Il consorzio lavorerà anche in questo senso? «Certamente l’Università valorizza il centro storico, ma anche il centro storico potenzia i corsi di laurea. La città vecchia ha un grande potenziale formativo: i docenti e gli studenti insegnano meglio e apprendono meglio. Nel primo anno, quando non avevamo locali, il comune facevamo lezione nella torre di Sulis, con conseguente entusiasmo degli studenti e dei professori. Questi spazi storici sono particolarmente adatti per apprendere, si tratta di un’atmosfera che migliora la qualità. La sinergia sta inoltre dando i suoi frutti già da qualche anno gli studenti hanno iniziato a fare convenzioni con i locali della città vecchia, e ora si sono organizzati con una associazione culturale». Ricerca e incremento della qualità didattica: prevedete sviluppi anche in questo settore? «La nostra Facoltà è già dotata di strutture per la ricerca: è attiva una scuola di dottorato internazionale, e inoltre possiamo contare su diversi laboratori che già in funzione, di cui tre a Porto Conte: il laboratorio di Scienze dei materiali, il laboratorio di Energia dell’ambiente e il laboratorio di Computer vision. Nei quattro anni di vita della Facoltà di Architettura abbiamo costruito una struttura in divenire: con la Società consortile cercheremo di aumentare anche il numero di borse di studio. La produttività è un punto forte della Facoltà di Architettura: abbiamo una percentuale di laureati in corso che supera l’85%, una tra le più alte d’Italia. I nostri studenti li conosciamo tutti per nome, abbiamo un tutor ogni 15 iscritti, li seguiamo e ci preoccupiamo per loro. La nostra organizzazione è articolata e funzionale, e la Società Consortile dovrà muoversi verso il miglioramento questi standard e affinché l’eccellenza nei risultati venga riconosciuta a livello istituzionale». A proposito di finanziamenti, cosa vi aspettate dal fronte Regione? «Dipende tutto dalle decisioni della giunta. Nella finanziaria regionale i fondi provengono da due canali: uno è il canale della legge 26, e riguarda i fondi erogati alle due Università sarde. L’altro dovrebbe essere il fondo che viene stanziato tutti gli anni per l’Università diffusa, cioè per le sedi staccate dalla sede legale dell’Università, quale è la sede di Alghero. Ogni anno questi stanziamenti sono stati ripartiti tra Architettura, con il 75%, e Scienze ambientali, con il 25%. Per ora siamo in attesa. Quel che è sicuro è che la Società Consortile diventerà un interlocutore fondamentale delle istituzioni». Qual è lo stato di salute dell’Università ad Alghero? «Con seicento studenti iscritti in Architettura e centocinquanta in Scienze ambientali siamo una realtà in forte espansione. Nella Facoltà di Architettura sono attivi il Corso di Laurea in Architettura (corso unico), quello triennale in Pianificazione urbanistica, quello specialistico internazionale in Pianificazione, e quello telematico in Architettura, l’unico in tutta Italia. L’anno prossimo inoltre attiveremo anche il corso di laurea in Design e disegno industriale. Tra gli iscritti ci sono molti studenti che arrivano dall’estero, e possiamo contare anche su docenti stranieri di prestigio: la Regione l’anno scorso ha finanziato il progetto dei visiting professor, ma noi è dal 2001 che portiamo avanti una politica per dare un carattere cosmopolita alla Facoltà. In questo senso il consorzio dovrà essere di supporto per sostenere una strategia che la Facoltà ha ben chiara sin dall’inizio.» La Facoltà di Architettura punta molto sull’innovazione tecnologica. Da poco ha ottenuto una convenzione che consente l’accesso gratuito a Internet a tutti gli studenti, attraverso la copertura Wi-Fi del centro storico. Quello della tecnologia sarà allora un versante di sviluppo privilegiato? «Certamente. Il primo passo per in questo senso l’avevamo già fatto all’interno delle nostre strutture, dove gli studenti potevano accedere gratuitamente a internet, e oggi abbiamo fornito la fruizione gratuita nella città vecchia. In futuro il terzo passo dovrà essere la copertura di tutta la città per fornire l’acceso gratuito anche ai cittadini. La Facoltà ha sempre lavorato sulle tecnologie, prova ne sia il corso telematico in Architettura. Possiamo contare su un sistema di comunicazione istantanea telematica, che esporteremo in tutto l’Ateneo, che ci consente di comunicare con tutti gli studenti in tempo reale tramite un sistema di invio di sms. Sui progetti per i servizi punteremo molto sulle tecnologie, sarà un passo fondamentale per ampliare le possibilità e le potenzialità degli studenti». Insomma, molta carne sul fuoco. «Questi sono solo alcuni dei tanti problemi da risolvere che abbiamo sul tavolo. Il consiglio di amministrazione si è già riunito e abbiamo intenzione di farlo spesso: siamo in sintonia e uniti dall’unico intento di lavorare per lo sviluppo della città e dell’Università». |
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