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Luigi Coppola
22 marzo 2007
A Sassari in scena l’oro di Napoli
Isa Danieli e Luisa Amatucci incantano la platea del teatro Verdi. A venti anni dalla sua scomparsa Annibale Ruccello omaggiato con una grande interpretazione del suo Ferdinando. Sabato e domenica le repliche a Carbonia

SASSARI - «…Gesualdì..! può lassà a schiera re santi e te rompere e’ corne a leggere cà...?!...». L’ennesima imprecazione in puro vernacolo napoletano fine ‘800 rivolta, dal letto di dolore della baronessa Clotilde vedova blasonata Castaldi, alla cugina (badante suo malgrado), scioglie il primo scrosciante applauso a scena aperta e segna la svolta della vicenda. Scritta da Annibale Ruccello, drammaturgo napoletano, prematuramente scomparso in un tragico incidente automobilistico nel 1986, rivelatosi una delle emergenze d’autore, nella sceneggiatura italiana di fine secolo. Ferdinando, realizzato appositamente per l’interpretazione della protagonista, descrive con una dovizia di particolari e sfumature, spesso inconfessabili, uno spaccato sociale dell’alta borghesia vesuviana di fine ottocento. Referenza e decadenza s’incontrano o lottano in scambi di sentimenti e torbidi legami, spesso spiati o rubati ai personaggi in scena, ognuno dei quali impegnato a trarre un meschino e basso profitto personale. Sullo sfondo, l’epilogo politico del Regno delle Due Sicilie e due donne. La prima, baronessa e vedova, Clotilde (superba l’interpretazione di Isa Danieli), costretta al letto da una malattia poco più che immaginaria che la prostra e incattivisce ora dopo ora. Producendo una serie di angherie e turpiloqui offensivi, scaricati con spregio e disprezzo alla forzata disponibilità della cugina Gesualda, (applauditissima Luisa Amatucci, nota protagonista nel serial tv “Un posto al sole”), figlia del popolo, anzi di..”buona donna”, con l’aggravante d’incarnare contemporaneamente più ruoli poco edificabili: serva, zitella e bigotta. Il frutto conteso dell’aspra discordia fra le donne, diventa l’improvviso arrivo in casa del giovane Ferdinando, inaspettato nipote rimasto senza famiglia e per questo affidato all’asilo delle premurose zie. Sarà proprio il fanciullo, presentatosi sotto le mentite spoglie di un angioletto dalla dolce lingua adulatoria a gettare scompiglio e turbamenti irreparabili. Completa il quartetto poco limpido, il curato del luogo, Don Catellino, prelato meschino ed ambiguo, che campando l’infido servilismo dei potenti del luogo, non disdegna intrecci amorosi (Gesualda in primis), anche omosessuali. In un gioco cruento di spie e tradimenti che dipana gradualmente i grovigli incestuosi (Clotilde è miracolosamente “guarita” con le attenzioni del nipote), l’epilogo della trama rivela la vera identità di Ferdinando. Il tenero nipotino, in costume di San Michele, per la recita natalizia allestita dal perduto prete, è Filiberto Tricana, figlio del notaio di famiglia. Questi, grazie ai buoni uffici di debiti e cambiali, ha risucchiato tutto il patrimonio di famiglia, ivi compreso una celata cassetta di preziosi e diamanti. Sul cadavere del corrotto ecclesiastico, avvelenato dalla vendetta delle donne, vince il giovane gigolò in fuga col bottino e le zie che rientrano alle loro sventure originarie. La bellezza della trama, la recita dei protagonisti, spesso arricchita dalla poesia del gergo popolare, i ruoli maschili ottimamente assunti da Lello Serao e Adriano Mottola hanno fatto il resto, regalando una serata di grande prosa cui il pubblico ha risposto con tanto calore. Prima di salire in scena incontro in camerino Isa Danieli alle prese finali con il trucco. Signora Danieli, lei ha il teatro nel dna. Dovendo affidare un immaginario testimone ad un attore che oggi voglia fare teatro, esiste secondo lei il modo di farlo a prescindere dalla TV? «…Oggi non più – risponde decisa – non è pensabile di riuscire a fare teatro senza passare in tv, ma mi sentirei di consigliare a chi vuol recitare, di iniziare dal teatro, come capitò a me da ragazza e poi magari continuare a farlo anche a settant’anni…» Continuerà con il lavoro di Ruccello ? «..Avremo ancora un breve passaggio anche a Napoli, perché è piaciuto molto (gran successo lo scorso anno al teatro Mercadante ndr.), poi passeremo ad un altro lavoro, “Madre Coraggio”, per la regia di Cristina Pezzolla…». Il coraggio non manca sicuramente ad Isa Danieli (recente protagonista della fiction per RaiUno “Capri”), padrona del palco con la stessa passione ed il grande amore di quando iniziò, fanciulla quindicenne alla corte teatrale del grande Edoardo.
La compagnia “Gli ipocriti”, replicherà Ferdinando, questa sera a Nuoro (teatro Eliseo ore 21.00) ed a Carbonia il fine settimana (24 e 25 al teatro Centrale).
Nella foto: Isa Danieli
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