L´allarme delle istituzioni in occasione della Giornata Mondiale della Desertificazione promossa dalle Nazioni Unite. Grave la situazione in Sardegna e nel meridione. Domani su Rai Utile una mattinata dedicata al problema
ALGHERO – Finisce sotto la lente della più importante organizzazione di categoria in agricoltura il problema “desertificazione”, ma non potrebbe essere altrimenti, l'occasione alla Giornata Mondiale della Desertificazione promossa dalle Nazioni Unite. Colpa dei cambiamenti climatici che si stanno manifestando con stravolgimenti stagionali che sono accompagnati sempre più spesso da eventi metereologici estremi. Inverni caldi (l’ultimo ne è un esempio), brusche variazioni climatiche e clima non più mediterraneo. Per questa ragione, ha sottolineato Coldiretti, è importante mantenere un'agricoltura capace di salvaguardare la fertilità dei suoli. Nel complesso a rischio è il 36 per cento del territorio italiano, ma la situazione è ancora più allarmante in regioni come Sardegna e Calabria, dove secondo l'ultimo annuario dei dati ambientali dell'Apat, le zone con sensibilità media o alta alla desertificazione arrivano a circa il 50 per cento. Del problema, visto in ottica futura, si inizierà a parlarne nella trasmissione in onda su
Rai Utile domani (martedì), con immagini anche dalla città di Alghero. I cambiamenti climatici, prosegue Coldiretti, stanno stravolgendo le condizioni di fatto del sistema agricolo, mettendo in moto uno spostamento delle zone tradizionali di coltivazione di colture (ad esempio l’olivo nelle alpi). Gravi anche i fenomeni della riduzione della riserva idrica, l'aumento dell'erosione in zone collinari e l'anticipo di germogliamento per le piante coltivate. A questo vanno aggiunti anche il maggiore rischio di gelate tardive e le alluvioni in pianura. In gioco, secondo i dati di Coldiretti, c'è un patrimonio di prodotti che ha superato i 20 miliardi di euro in valore e che registra primati mondiali. Sarà un periodo incentrato sullo studio del fenomeno e la massima divulgazione dei dati che scaturiranno dai tanti eventi che in questi mesi si susseguiranno in diverse parti d’Italia. Innanzitutto ad
Alghero il 21 e 22 prossimi in occasione del primo convegno sulla Conferenza Nazionale sul Clima in programma a Roma, poi a Palermo, Sant Vincent, Napoli e Parma. Il presidente della Repubblica Napolitano, in un messaggio in occasione della Giornata Nazionale chiede attenzione e impegno. «Bisogna garantire, nello spirito della Convenzione per la lotta alla siccità e alla desertificazione, le condizioni di una crescita sostenibile, rispettosa dell'ambiente e delle sue risorse primarie». Sul tema, anche l’intervento del Presidente della Camera Fausto Bertinotti: «La politica deve fornire risposte urgenti - scrive Bertinotti - la desertificazione rappresenta una delle conseguenze più inquietanti del fenomeno di surriscaldamento del pianeta, cui ha contribuito in misura crescente un'azione umana irresponsabile. Solo operando un cambiamento radicale degli stili di vita e maturando la consapevolezza della necessità di un nuovo rapporto tra uomo e natura, sarà possibile realizzare strategie efficaci di sviluppo sostenibile». Più duro il commento del Ministro dell'Ambiente Pecoraro Scanio che chiede un Dpef che affronti il problema del clima: «Le pensioni e il rilancio dell'economia sono certamente grandi temi, ma è gravissimo che la lotta ai cambiamenti climatici e la riconversione ecologica non siamo considerati prioritari».