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Monica Caggiari
4 luglio 2007
“FestArch”, conclusione tra le polemiche
Insoddisfatti gli organi direttivi della Facoltà di Architettura di Alghero
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ALGHERO - La giornata conclusiva del “FestArch”, primo Festival di Architettura, svoltasi lunedì scorso, ha lasciato un retrogusto amaro in molte bocche ai vertici della Facoltà di Architettura con sede ad Alghero. Nonostante un numero davvero elevato di adesioni e presenze alla fase conclusiva di questa prima edizione e sebbene la facoltà algherese sia l’unica “vera e propria” di Architettura nell’Isola (quindi fulcro ideale di una festival dedicato a questa disciplina), rimane l’insoddisfazione segnalata dagli organi direttivi della facoltà. Dalle sedi del centro storico algherese sottolineano in punta di clava l’ennesima defezione dell’ultimo minuto da parte del Premio Pritzker Paulo Mendes da Rocha, - terza per ordine dopo quella di Zaha Hadid e Rem Koolhaas - disattendendo quanto previsto dal programma dell’evento e confermando contenuti e motivazioni del comunicato con il quale la Facoltà di Architettura aveva preso posizione sugli aspetti organizzativi del “FestArch”. L’amaro è stato mitigato dal plauso dell’Assessore Regionale al Turismo, Luisanna Depau, che si è detta contenta della grande affluenza che ha accolto il primo Festival dell’Architettura nonostante i problemi sorti successivamente anche a causa, così Depau, di una tempistica molto ristretta che ha guidato l’organizzazione dell’intero Festival. Tutti i partecipanti hanno poi gradito in particolar modo la relazione sulle modifiche dello spazio dell’architettura sulla base del paradigma della sostenibilità di Philippe Rahm, giovane architetto svizzero, docente alla AA School of London, che nel 2002 ha avuto l’onore di rappresentare il proprio Paese alla 8°Biennale di Architettura a Venezia. La conclusione è stata affidata alla la tavola rotonda nei locali dell’ex Asilo Sella, con Francesco Garofalo e Paolo Matteuzzi – in rappresentanza dello studio Hadid – dal titolo “I paesaggi del futuro. La prospettiva dell'architettura in Sardegna”. Tirate le somme rimane l’auspicio che le edizioni future del FestArch rispettino maggiormente il “ruolo-guida” della facoltà di Architettura algherese.
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