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Antonio Sini
20 gennaio 2004
Regione, i centristi di Udc e Pps contro Forza Italia
Ladu: “la scelta del futuro Presidente della Regione deve essere fatta in Sardegna”

Cè la volontà di scegliere in fretta il candidato alla Presidenza della regione. I centristi isolani entrano in rotta di collisione con Forza Italia e A.N. che vogliono partire dalla Cdl per poi allargare la coalizione per trovare il candidato da proporre nella prossima Primavera alle elezioni. Non ci stanno i Riformatori e neanche il Pps., che chiedono l’organizzazione delle primarie per la scelta del candidato leader. Anche il leader dell’Udc, Giorgio Oppi, nei giorni scorsi è stato chiaro: “la scelta deve essere fatta attraverso le primarie, è la certezza che tutto si deciderà in Sardegna”. Questa presa di posizione è condivisa anche dagli altri e soprattutto dal Pps. Silvestro Ladu è uscito allo scoperto è ha dichiarato: “la scelta del futuro Presidente della Regione deve essere fatta in Sardegna, dopo un confronto leale con le forze politiche e sociali, non deve essere frutto di decisioni maturate altrove”. Ladu pensa che le premesse sulle quali si sta basando Forza Italia siano sbagliate, pensare di privilegiare i rapporti con i partiti che s’identificano nella Cdl è sbagliato, sarebbe stato più corretto ripartire da tutte le componenti che hanno dato il loro contributo alla formazione dell’esecutivo nel 1999. “Forse , sostiene Silvestro Ladu, Forza Italia pensa che questo governo regionale sia un semplice allargamento della casa delle libertà, da modulare a proprio piacimento”.
Forza Italia chiaramente non ci sta e sopratutto non è interessata a tessere polemiche inutili e sterili, F.I vuole ripartire con i partiti che si identificano nella Cdl, ciò non significa escludere gli altri. “Prima, afferma Pietro Pittalis vogliamo sapere quali saranno le forze politiche che si siedono intorno ad un tavolo”. Messaggio anche per Mario Floris e l’Uds, che avendo affermato di non essere né con la sinistra né con la destra, crea intorno alla sua formazione politica un cuscinetto a difesa della sua specificità. Ma Floris si intende stanarlo quanto prima, deve dire con chi starà, la sua equidistanza crea qualche problema alla Cdl, che non sa più in che modo riconquistare un alleato sicuramente prezioso, al punto che porta taluni osservatori politici a identificarlo come l’ago della bilancia, colui che con i suoi voti può determinare una vittoria o una sconfitta di uno degli schieramenti. Nei prossimi giorni si attendono sviluppi certamente chiarificatori, in un contesto dove le “grandi aggregazioni” cercano di “fagocitare” le piccole formazioni politiche, con forti radicamenti locali e regionali. Ma questa volta sembra proprio che tutti i piccoli vogliano essere trattati con pari dignità e rispetto. Come è giusto che sia.
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