|
Antonio Sini
12 febbraio 2004
Sanità e caso Soru, interviene Ivana Dettori
La vice presidente della Commissione Sanità interviene sulle polemiche riguardanti i piccoli ospedali
![]()
Ivana Dettori in questi ultimi mesi si è impegnata nella Rete dei Movimenti, costituitasi il 1 febbraio 2003, per aiutare a costruire un nuovo Ulivo sardo. L’otto Marzo ha partecipato, con altre donne del centrosinistra, alla nascita della Rete delle donne per un nuovo Ulivo sardo, per contribuire all’allargamento e al consolidamento della partecipazione femminile alla politica.
Sul dibattito riguardante la Sanità dopo le dichiarazioni rese dal leader di Progetto Sardegna, Renato Soru, l’on Ivana Dettori, vice presidente della Commissione Sanità del Consiglio regionale, ha rilasciato la seguente dichiarazione: “Siamo di fronte ad una polemica fondata su niente. Mi riferisco alle reazioni esagitate rispetto alle posizioni espresse da Soru in materia di sanità. Sulla questione dei piccoli ospedali Soru ha parlato di “riconversione”, di programmazione e di eliminazione degli sprechi, e non ha, affatto, parlato di chiusura.” “All’assessore Capelli che cerca di strumentalizzare la vicenda, -afferma Dettori- ricordiamo che L’ UDC ha espresso in tutta questa legislatura l’assessore alla sanità, prima con Oppi e poi con lo stesso Capelli, e non ha prodotto né uno straccio di Piano Sanitario Regionale né l’aggiornamento della Ristrutturazione della Rete ospedaliera. Il problema dei piccoli ospedali non è stato nemmeno sfiorato, nonostante nel Piano di ristrutturazione precedente, fosse chiaramente scritto che dopo un periodo di sperimentazione, sarebbe stato necessario decidere, per ogni piccolo ospedale come intervenire per renderlo più funzionale alle esigenze di salute della popolazione locale. Pensi l’assessore a fare le scelte che la legislazione gli impone, invece che perdere tempo in polemiche elettoralistiche; e pensino Pittalis e Murgia a concludere questa parte finale della legislatura evitando di fare troppi danni alla Sardegna.” “Sul merito – ribadisce l’on. Dettori - vogliamo sottolineare due punti: primo, oggi non c’è alcuna pianificazione e a decidere è l’arbitrio della Regione e dei Direttori generali, nonché le pressioni di vario genere. L’imperativo categorico è dunque la programmazione, per potenziare i servizi e qualificarli, liberando risorse dagli sprechi verso i bisogni, Secondo, per quanto riguarda i piccoli ospedali, detto che non c’è da chiuderne alcuno, e che bisogna garantire il personale attualmente impegnato, si tratta di esaminare ogni singola situazione per farne presidi che rispondano ai bisogni dei territori, pur nella necessità di eliminare fenomeni di non utilizzazione delle strutture e delle professionalità, e le inefficienze”. Come si vede l’intervento tocca un tasto che da tempo provoca nei politici una reazione quasi sempre di parte. La razionalizzazione della rete ospedaliera non è un problema di poco conto, da anni sono sulla bocca di tutti i piccoli ospedali da chiudere, e riconvertire, perché non si “pagano” le spese, oggi con il sistema dei D.R.G, c’è poco da bleffare, ma i politici di turni glissano il problema perché devono tutelare il proprio territorio-serbatoio elettorale. Se si vogliono veramente tagliare i rami secchi del sistema ospedaliero, nell’ambito di un seri piano Sanitario Regionale, è certo che qualche politico deve prendere decisioni impopolari, chi oggi in prossimità delle elezioni ha il coraggio di mettersi contro intere comunità? Nessuno o quasi! |
|


