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G.M.Z.
28 novembre 2007
Università, l'allarme dell'associazione laureati
Anche l'associazione Laureati in Scienze Ambientali e Produzioni Marine del Polo Universitario di Alghero invoca un tavolo di concertazione per salvare l'università in città
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ALGHERO - Le dichiarazioni del prorettore dell'Università di Sassari Attilio Mastino, che annunciava il taglio dei corsi laurea algheresi per mancanza di fondi, hanno scatenato un vero terremoto in città. Tutti daccordo sulla necessità di attivarsi con urgenza per evitare il peggio. Dopo gli interventi di Pino Giorico, Antonello Muroni, Giuseppe Sanna e Mario Bruno, ecco l’Associazione Laureati in Scienze Ambientali e Produzioni Marine del Polo Universitario di Alghero che lancia il suo grido di preoccupazione. «Sono passati sei anni da quel novembre del 2001 – ricordano in una nota i membri dell’associazione - quando trenta studenti dopo apposito test di selezione si iscrivevano all’innovativo corso di laurea in scienze ambientali e delle produzioni marine. Trenta “matricole”, giovani studenti che avevano deciso di sposare l’idea di intraprendere gli studi sul mare, decidendo di sopportare da pionieri l’avventura di costruire il nuovo polo universitario di Alghero. Primo anno pieno di difficoltà comprensibili in ogni progetto che prende avvio da zero. Lezioni inizialmente svolte nel plesso scolastico dell’Istituto tecnico industriale di via degli Orti e poi il trasferimento nella sede attuale in centro storico nel palazzo del Pou Salit. Nel luglio 2004 le lauree dei primi sette studenti e la festa per la città che sfornava i primi laureati del suo polo universitario». Oggi questo percorso di cultura e arricchimento anche per la città e le sue nuove generazioni rischia di essere vanificato per la cronica mancanza di fondi. E’ necessaria una seria riflessione da parte di tutti i soggetti interessati per valutare se è il caso di annullare un percorso culturale faticosamente costruito e per il quale si sono spesi tanti denari pubblici o cercare di sedersi attorno ad un tavolo e decidere in maniera seria cosa si vuole fare del polo universitario della città, sostiene l’associazione. «Riteniamo che un ruolo di primo piano lo debba svolgere la società consortile dei servizi universitari che raccoglie al suo interno comune e ateneo affinché si manifestino in Regione le reali esigenze del polo universitario di Alghero». Sono tanti i problemi che rimangono irrisolti dopo sei anni dall’istituzione dei corsi di laurea città in città. Non c’è ancora traccia di una casa dello studente e di un pseudo campus universitario dove gli studenti possano trovare occasioni di incontro e anche svago e le biblioteche e le aule informatiche sono state realizzate, ma sono ancora carenti in termini di fruibilità. E intanto gli studenti pagano affitti da casa vacanze e da giugno sono costretti ad andare via in piena sessione d’esami o sobbarcarsi affitti da stagione turistica. «Riteniamo che Alghero debba difendere il suo polo universitario con forte determinazione – urlano gli associati - e chiediamo agli amministratori e al nostro Rettore di impegnarsi affinché il nostro corso di laurea, ma anche quelli della facoltà di architettura possano continuare ad esistere e crescere». La chiusura del polo universitario, sostengono dall’associazione, sarebbe un fallimento della classe politica e uno schiaffo morale ai tanti giovani che hanno creduto nel progetto.
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