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Red 11 dicembre 2007
Architettura, un grande Siviero per gli studenti
Architettura, un grande Siviero per gli studenti

ALGHERO - Una grande lezione sui ponti, quella tenuta ieri dal prof. Enzo Siviero alla Facoltà di Architettura di Alghero. L’ingegnere, che tra le tante attività è anche docente di Tecnica delle costruzioni e Teoria e progetto di ponti all’Università IUAV di Venezia, si occupa del settore da una ventina d’anni: «per questo motivo non posso che essere una persona che "collega" - ha esordito - ma il collegamento è qualcosa che va al di là dell’obiettivo di fare un ponte, è una questione di identità culturale, conoscenza reciproca, di saper ascoltare gli altri». Una linea che Siviero sostiene di perseguire non senza fatica e difficoltà «per lasciare un mondo migliore di quello che abbiamo trovato», in una società che tuttavia guarda spesso al proprio problema particolare a discapito della sorte altrui. Per far comprendere quanto sia complicato in realtà arrivare a un’opera finita, Siviero è partito dall’esempio concreto di un ponte che quest’anno ha concentrato su di sé tutte le attenzioni del mondo professionale e dei media (“Forse i giornali non avevano notizie migliori da dare”, ha commentato con sottile ironia): il quarto ponte sul Canal Grande a Venezia, a firma di Santiago Calatrava. Siviero, che nella realizzazione dell’opera è collaudatore statico, ha ripercorso peripezie burocratiche e fasi progettuali, soffermandosi sia su valutazioni di carattere tecnico che stilistico. Nello stesso anno sarebbe partito anche quello che Siviero ha portato come secondo case-history, ovvero il ponte di San Donà di Piave, che porta la sua firma. Anche in questo caso gli studenti di Alghero hanno potuto apprezzare il percorso progettuale che ha portato alla realizzazione finale di quest’opera a 5 campate da 100 metri ciascuna. Siviero, che ama definirsi un “ingegnere transgenico, un OGM”, anche l’architetto e l’ingegnere devono “sporcarsi le mani nel cantiere”, poiché “non può esistere ricerca e didattica senza professione”. È nel cantiere che è infatti possibile unire l’esperienza pratica alle teorie sulle tecniche di costruzione apprese durante i corsi di studi. Su questo stretto legame tra ricerca, didattica e professione si è infine concentrata l’ultima parte della conferenza, che ha visto il prof. Siviero illustrare alcune delle prime 70 tesi i laurea che lo hanno visto relatore, un ampio lavoro di cui si dice orgogliosissimo e di cui ha voluto evidenziare il fine didattico: «ogni anno i miei studenti cercano di fare meglio di quelli che li hanno preceduti – ha commentato - anche se in alcuni casi è difficile perché alcuni di questi lavori, frutto di tanto lavoro e tanto impegno, hanno vinto diversi premi importanti». Una piccola sfida accolta dagli studenti di Alghero, protagonisti, secondo Siviero, di una «facoltà giovane e tra le più brillanti d’Italia, che ha dimostrato di saper innovare il modo di affrontare il tema dell’architettura, con un livello di internazionalizzazione così spinto che va nella stessa direzione suggerita più volte anche dal governo».



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