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Monia Chessa
9 gennaio 2008
Al Civico di Alghero "Aldo Moro, una tragedia italiana"
La nuova produzione del Teatro Stabile di Sardegna in collaborazione con il Teatro Eliseo, ha debuttato con grande successo il 20 novembre al Teatro Eliseo di Roma

ALGHERO - Il 12 Gennaio 2008 alle ore 21, dal Teatro Civico di Alghero prende il via la tournèe sarda di "Aldo Moro, una tragedia italiana" di Corrado Augias e Vladimiro Polchi, con Paolo Bonacelli e Lorenzo Amato, per la regia di Giorgio Ferrara. La nuova produzione del Teatro Stabile di Sardegna in collaborazione con il Teatro Eliseo, ha debuttato con grande successo il 20 novembre al Teatro Eliseo di Roma. Aldo Moro, una tragedia italiana si presenta come un evento unico nella stagione teatrale 2007/2008 per le vicende narrate e per l’indubbia portata storica dell’evento che ripercorre la cronaca del più tragico sequestro politico del nostro secondo dopoguerra. Le lettere, i documenti, le immagini d’archivio, i commenti, i punti di vista, la ricostruzione dei fatti fino al drammatico epilogo , utilizzando le numerose lettere scritte da Moro dalla “Prigione del Popolo”, dal celebre libro che Leonardo Sciascia ha dedicato a questo affaire e dal recente adattamento cinematografico di Marco Bellocchio, Buongiorno notte. Un progetto che nasce dalla collaborazione ormai collaudata di quattro grandi personalità, Augias, Polchi, Ferrara e Bonacelli, che hanno già realizzato insieme una trilogia di grande successo (Processo a Caio Giulio Cesare, Processo a Nerone, Processo a Tiberio) e che ora propongono questa “tragedia doppia, per la vita degli uomini assassinati e per quella lunga prigionia conclusa con la morte di uomo di valore”. Alle 9,15 del 16 marzo 1978, in via Fani a Roma, la Fiat 130 guidata dall'appuntato dei carabinieri Domenico Ricci e con a bordo l'onorevole Aldo Moro viene bloccata da un commando di terroristi e crivellata di colpi. L'azione di fuoco dura due minuti. Cinque uomini della scorta vengono uccisi, il presidente della Dc sequestrato. La vicenda umana e politica del rapimento Moro si consumò in 55 giorni. Tragedia doppia, per la vita degli uomini assassinati e per quella lunga prigionia conclusa con la morte di uomo di valore la cui azione era stata decisiva per far entrare i comunisti nella maggioranza dopo decenni di opposizione, aiutando cosi’ Berlinguer a compiere il primo passo verso il compromesso storico. Moro ando’ incontro alla morte, avendo come sola colpa quella di essere il maggior esponente della DC e un punto di riferimento decisivo nel panorama spappolato del sistema politico italiano del tempo. Sul cosa fare di fronte a questa tragedia si confrontarono due strategie, ognuna delle quali rimandava ad una concezione del mondo e a ognuna delle quali va una parte di ragione. I sostenitori di una trattativa con i terroristi ponevano in primo piano il valore della vita umana, bene assoluto al quale ogni altra considerazione va subordinata. Loro obiettivo era quello di mettere in libertà alcuni brigatisti in carcere in cambio della liberazione e di Aldo Moro. Dall’altra parte il partito della fermezza, chi temeva cioè che cedendo ai terroristi si aprisse una spirale di ricatti che avrebbe messo a repentaglio la stessa concezione dello ‘Stato’. Oggi sappiamo, e su scala mondiale, che cosa rappresenti il pericolo terrorista e quali conseguenze può avere il cedimento ai loro ricatti. Le Brigate Rosse hanno assassinato Aldo Moro ma da quella tragedia sono uscite battute due volte: dal silenzio del loro prigioniero dal quale esse, nella loro stupidità politica, si attendevano chissà quali esplosive rivelazioni ma che non era in grado di esaudire le loro attese fuori dalla realtà. Dal rifiuto opposto dallo Stato al loro tentativo di ricatto. Le prossime tappe saranno il 13 gennaio 2008 al Teatro Garau-Oristano, 14-15 gennaio al Teatro Verdi di Sassari. Il 16 gennaio Teatro del Carmine Tempio Pausania, 17 gennaio Teatro Comunale San Gavino, 18 gennaio Teatro Eliseo Nuoro.
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