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Red 16 dicembre 2020
Cala il sipario su Chanukkà
A Cagliari si chiude con una cerimonia privata la festa ebrea di Chanukkà. Giovedì, verrà accesa l’ultima delle otto candele del candelabro a nove braccia, simbolo del popolo ebreo


CAGLIARI - A Cagliari si chiude con una cerimonia privata la festa ebrea di Chanukkà. Domani, giovedì 17 dicembre, verrà accesa l’ultima delle otto candele del candelabro a nove braccia, simbolo del popolo ebreo. L’associazione Chenabura che ha organizzato l’evento con il contributo del Comune di Cagliari e, in particolare, con l’Assessorato comunale alla Cultura guidato da Paola Piroddi, ha deciso di lasciare solo alle telecamere lo sguardo verso una celebrazione molto sentita dagli ebrei e che si svolge ogni anno durante sette giorni di dicembre, secondo il calendario lunisolare.

Quest’anno nonostante l’appoggio dell’Amministrazione comunale, con la quale si sta cercando di valorizzare la storia e la cultura del popolo ebreo, le cerimonie si sono dovute svolgere senza pubblico in ottemperanza alle norme anti-Covid. L’attività di Chenabura è riuscita comunque a contribuire alla riscoperta della cultura ebrea con tante iniziative, come il tour guidato nell’antica Juharia, la musica del polistrumentista Yaacob SurYa che ha animato le vie abitate un tempo dagli ebrei, conferenze on-line con le quali si è cercato di informare e far scoprire a un più vasto pubblico il significato della festa della luci.

La comunità ebrea a Cagliari è molto attiva e in Chenabura ha trovato un punto di appoggio, nella sede di Via La Marmo, infatti, si svolgono le cerimonie religiose e si possono legger i testi sacri. L’obiettivo è quello di creare un centro culturale che possa divenire punto di riferimento non solo per i residenti in Sardegna, ma anche per gli ebrei che in viaggio di piacere o di lavoro nell’Isola desiderano trovare un punto di riferimento per i loro culto. Chenabura è convinta che la valorizzazione di questa cultura possa essere comunque un altro punto attrattivo per una città che tornerà dopo la pandemia ad essere una delle più interessanti mete turistiche del Mediterraneo.
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