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S.A. 3 aprile 2021
Punta Giglio, mazzata dall’Ispra: dati inesatti
Ancora polemiche sui lavori in corso sulla falesia di Alghero, in zona super tutelata. Dati inesatti sulle specie protette, illuminazione, forme di mitigazione: la nota diffusa dall’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale del Ministero dell´Ambiente sui lavori nel promontorio della costa algherese
Punta Giglio, mazzata dall’<i>Ispra</i>: dati inesatti

ALGHERO - «Il calendario riproduttivo delle specie costiere riportate in sede di studio per la valutazione di incidenza sono inesatti per la maggior parte delle specie». E' lapidaria la risposta di Ispra, l’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale del Ministero dell'Ambiente, alla nota inviata da Maria Antonietta Alivesi per il Comitato Alghero per Punta Giglio, in difesa del promontorio dove è in corso un intervento di utilizzo del locale dell'ex batteria a fini turistico ricettivi. Lavori al centro di aspre polemiche su vari aspetti della procedura e dell’Inter amministrativo che ha portato all’autorizzazione del progetto nonostante la stratificazione di vincoli insistenti in una zona a protezione speciale come quella di Punta Giglio.

Dall'Istituto la condanna verso il progetto è senza appello pur non volendo entrare «nel merito di aspetti di stretta competenza regionale». Secondo la nota diffusa da Ispra «lo studio citato non riporta dati precisi a proposito di alcune delle specie protette», facendo riferimento «all'insediamento del Gabbiano corso», «la consistenza riproduttiva del Marangone» e «alla nidificazione delle berte».

Non solo: l’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale del Ministero dell'Ambiente boccia il progetto anche sull'illuminazione prevista spiegando che «si debba prevedere l'arretramento di ogni fonte di luce di almeno 10 metri dal margine della falesia». E conclude: «per le altre fonti di disturbo (accesso alle postazioni mitragliere distribuite lungo gran parte del margine della falesia, realizzazione di una piscina, ristorante da 100 coperti) non è possibile indicare forme di mitigazione che garantiscano la compatibilità delle strutture con le finalità istitutive di una zona a protezione speciale».
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