La querelle su telecamere e fotocellule che regolano il traffico è entrata nell’aula consiliare, ma non cambierà nulla: «se passi col rosso è multa certa»
ALGHERO – La mozione discussa ieri dal Consiglio Comunale chiedeva al sindaco ed all’Amministrazione Comunale di «prendere in debito esame la possibilità di risolvere il contratto con la ditta appaltatrice e, quindi, di eliminare i rilevatori elettronici in città». Ma il documento, firmato da Gavino Tanchis, Nicola Salvio e Gianni Cherchi, e presentato il 10 Dicembre del 2007, più che un’azione mirata è sembrata un Cavallo di Troia per portare in Via Columbano un insieme di situazioni, legate al traffico cittadino, che evidentemente non soddisfano appieno una parte della cittadinanza. Pietra dello scandalo, i due
T-Red posizionati negli incroci Via Giovanni XXIII-Via XX Settembre e Via Vittorio Emanuele-Via Josto, ma il discorso si è espanso a macchia d’olio. Quelli che per la Maggioranza (per esempio Antonio Costantino) sono deterrenti per salvaguardare gli automobilisti, per l’Opposizione sono solo meri strumenti per fare cassa (punitivi e perversi secondo Salvio). Dopo la presentazione del documento da parte di Tanchis, ha risposto il sindaco, che ha spiegato che non è fare cassa, ma preservare l’incolumità dei cittadini l’obbiettivo della scelta di utilizzare i T-Red. «Una vita umana vale più di qualunque cifra spesa», ha sentenziato Tedde, che ha ricordato anche come sia possibile risolvere un contratto solo per inadempienze, impossibilità sopravvenute o per eccessiva onerosità. Tra il sindaco ed il consigliere di Minoranza si è discusso a lungo sull’esito dei ricorsi presentati dagli automobilisti al
Giudice di Pace. Per sapere chi ha ragione, bisognerà aspettare gli atti ufficiali. Gavino Tanchis ha ricordato anche come, a norma di Codice della Strada (Art.169), i semafori dovrebbero essere non operativi dalle ore 23 alle ore 7, ma spesso, proprio quelli collegati ai T-Red, lavorano “h24”. Sarebbe una scusa quella che i semafori stanno accesi per regolamentare un “flusso veicolare importante”, perché i semafori degli incroci immediatamente limitrofi, risultano regolarmente sul giallo lampeggiante. «Per me la motivazione è fare cassa, mascherando il tutto come buona azione», ha sottolineato l’avvocato nel suo lungo intervento. «Siete supponenti e saccenti – ha esordito Camerada rivolto verso i banchi dell’Opposizione – Qualunque risposta data dal sindaco, non vi avrebbe fatto cambiare idea. Chi trae beneficio dall’utilizzo di queste tecnologie, è l’incolumità pubblica». Concorde sull’azione deterrente Gianni Cherchi, ma «mi sorge un dubbio quando vedo che il T-Red in Via Giovanni XXIII non è segnalato». L’esperto consigliere chiede che venga preso provvedimento migliorativo su questa situazione, trovando concorde anche Giancarlo Piras. Valdo Di Nolfo, convinto della volontà dell’Amministrazione di fare cassa, ha allargato il discorso sulle
telecamere che sorvegliano gli ingressi della Ztl, proponendo soluzioni alternative, come quelle prese in città come Barcellona e
Lisbona. «Vi invito a risolvere il problema » ha concluso il giovane consigliere, auspicando la pronta costruzione della rotatoria all’incrocio Via Josto-Via Vittorio Emanuele. Secondo Matteo Tedde, pur con i dubbi che l’esiguo copro dei Vigili Urbani possa monitorare l’intero territorio algherese, pensa che alcune telecamere siano mal segnalate e poste in luoghi sbagliati. Ricorda altre zone a rischio incidenti, come Via Garibaldi, teatro di autentiche gare di velocità in ogni periodo dell’anno, o il pericoloso incrocio che immette verso l’Ospedale Civile. «Non è bello fare previsioni di entrate con questo mezzo – ha esordito Vittorio Curedda – Certo, il problema sicurezza richiede la massima attenzione, quindi sarebbe meglio utilizzare la cassa per potenziare la vigilanza. Il T-Red – ha spiegato il capogruppo dell’Opposizione – è un sorvegliante subdolo e vigliacco. Meglio un’autorità in carne ed ossa con cui potersi relazionare». L’intervento di Curedda spazia poi su altri argomenti legati all’urbanistica ed alla viabilità, come l’ormai lunga attesa per vedere la strada del Canalone finalmente intestata ad Aldo Moro, al ritorno dell’attenzione amministrativa sulle piste ciclabili, sul Piano del Traffico e sui rilevatori d’inquinamento. «Dobbiamo avere più cultura del vivere, cultura del rispetto e meno politica del sospetto» ha chiosato Gianni Sau, che ha accostato il T-Red ad un altro deterrente, l’etilometro, ed ha chiesto il controllo del regolare funzionamento del semaforo di Via Giovanni XXIII. Critico sulla situazione anche Salvio, che ritiene insensato sottolineare l’errore di un automobilista dopo centocinquanta giorni dall’accaduto, situazione che porta a reiterare l’errore prima della correzione. «Mi pare che i Vigili Urbani tengano d’occhio solo il Centro Storico – ha sottolineato – lo scrigno della città». Alla fine, non con pochi momenti di tensione, la mozione non è stata accolta, con i cinque voti favorevoli dell’Opposizione ed i dodici contrari della Maggioranza.