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Antonio Burruni 14 maggio 2008
Tedde bis, 12 mesi di risse e polemiche
Dalla grande affermazione alle Comunali 2007, alle divisioni interne in alcuni partiti che compongono la Maggioranza, fino alle dimissioni protocollate questa mattina. Troppi i nomi in cerca di poltrone e pochi i posti disponibili per accontentare tutti
Tedde bis, 12 mesi di risse e polemiche

ALGHERO – Nessuno si sarebbe potuto immaginare che Marco Tedde avrebbe presentato le dimissioni dopo poco meno di un anno. Era infatti il 28 Maggio, quando la Coalizione di Centrodestra, composta da Forza Italia, Alleanza Nazionale, Udc, Fortza Paris-Riformatori ed Udeur, vinceva largamente le Elezioni Comunali con il 65percento dei voti. Una Maggioranza larga, molto larga, che sembrava dare ampie garanzie di possibilità di lavoro, senza problemi per la neonata Giunta Tedde. Ma, già in autunno, le prime schermaglie di una pace non idilliaca. Troppi i nomi in cerca di poltrone e pochi i posti disponibili per accontentare tutti. L’Udc, uscito dalle consultazioni come secondo partito della Coalizione, subito dopo Forza Italia, aveva iniziato la legislatura con quattro consiglieri comunali. Una posizione di forza che permetteva ai rappresentanti del partito di Casini di ottenere due cariche assessoriali (Lelle Salvatore e Maria Grazia Salaris), la carica di vicesindaco (Salvatore) e, successivamente, la presidenza del Parco di Porto Conte (affidata ad Antonello Usai). Ma proprio la querelle sulla poltrona del parco, che vedeva anche Gianfranco Langella in corsa, aveva prodotto la prima spaccatura insanabile nel partito dello Scudo Crociato. Infatti, il 30 Ottobre, Langella ed Andrea Paulesu annunciavano la nascita del gruppo consiliare della Democrazia Cristiana per le Autonomie, dimostrandosi poi decisivi, consentendo il raggiungimento del numero legale, proprio per la nomina di Usai. Ma, a quel punto, anche la Dca ha espresso il desiderio di un ingresso nella Giunta Comunale. Una Giunta che, successivamente, aveva dovuto registrare le prime defezioni già il 3 Dicembre, perché dopo le polemiche sulla nomina di Usai, An aveva richiesto una verifica di Maggioranza, con l’idea che un Udc dimezzato non potesse continuare a mantenere le cariche originarie. Dopo la risposta negativa, Ennio Ballarini (Manutenzione, Verde Pubblico, Decoro Urbano, Idrico) ed Angelo Caria (Finanze, Demanio e Patrimonio, Provveditorato, Personale) avevano rimesso le deleghe in mano a Tedde, che le aveva affidate al forzista Mario Conoci (quelle di Caria) ed all’Udc Lelle Salvatore (in luogo di Ballarini). In un secondo momento, Ballarini rientrava con gli stessi compiti in Giunta, mentre il posto di Caria, dopo un momento di empasse, con conseguente snocciolamento di un rosario di nomi, era stato preso dal capogruppo consiliare Michele Pais, che cedeva il suo scranno da consigliere a Gianni Sau. Con l’inizio del 2008, anche in casa Udeur la situazione peggiorava, con il consigliere comunale Angela Lobrano e l’assessore allo Sport e Pubblica Istruzione Giuseppe Sanna, che vivevano praticamente da separati in casa. Problemi simili nel gruppo di Fortza Paris, dove la convivenza con i Riformatori sembra ogni giorno meno semplice. Anche per questo, per due volte (il 19 Aprile e questa mattina), la prima convocazione del Consiglio era stata fissata nell’insolito orario mattutino, per poi consentire le successive sedute, in seconda convocazione, senza la necessità di una maggioranza assoluta. Troppi intoppi per Marco Tedde, che già al termine del precedente mandato aveva annunciato che non di sarebbe ricandidato per evitare altri cinque anni di insostenibile stress, ma, dopo aver ricevuto abbondanti attestati di stima ed assicurazioni in merito, aveva accettato di ripartire per la nuova competizione elettorale, vinta con un risultato positivo senza precedenti. Quindi, Marco Tedde torna a fare l’avvocato e da l’addio alla carica di sindaco, anche se in tanti, nella sua Maggioranza, pensano che sia solo un arrivederci. Tra venti giorni si avrà l’ufficialità della cose, con un Tedde bis o con l’arrivo del commissario prefettizio.



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