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Antonio Burruni 16 maggio 2008
Il Consiglio Comunale ricorda Aldo Moro
In occasione del trentesimo anniversario dalla scomparsa dello statista, interventi bipartisan di un commosso Vittorio Curedda e di Antonello Usai
Il Consiglio Comunale ricorda Aldo Moro

ALGHERO – Clima irreale per circa un’ora in aula consiliare. Le discussioni e le contrapposizioni hanno lasciato spazio al ricordo di Aldo Moro, in occasione del trentennale della scomparsa dello statista democristiano, assassinato dalle Brigate Rosse. Un momento bipartisan, che ha visto l’aula attenta ai due interventi tenuti da Vittorio Curedda ed Antonello Usai, ed aperta dal presidente del Consiglio Comunale Antonello Muroni. Muroni, ha ricordato come venerdì scorso sia stato il “giorno della memoria” per le vittime del terrorismo e di come il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano abbia reso omaggio alle vedove ed ai figli dei trecentosettantotto italiani morti in atti di terrorismo. Inoltre, la Commissione Toponomastica ha già da tempo deciso di intitolare a Moro la via del canalone. Intervento decisamente toccante quello di Vittorio Curedda, che ha cercato in ogni modo di ricacciare indietro le lacrime, ma, verso la fine, si è dovuto arrendere con la voce rotta dalla commozione. Il capogruppo dell’Opposizione, ha ricorda come, da giovane alle prime armi, assistette ad un comizio di Moro accanto a Martino Lorettu, sottolineando il dialogo e la voglia di convergenza che da sempre ha accompagnato l’attività politica dello statista. «Celebriamo il ricordo e prendiamo una lezione di vita – ha sottolineato Curedda – Moro capiva i limiti ed i disagi del sistema politico italiano e puntava alla convergenza democratica di tutte le parti sociali legittimate alla partecipazione alla vita politica». Il Centrosinistra del 1978 è ritenuto attualissimo da Curedda , ricordando anche il ventilato compromesso storico che avrebbe portato la politica italiana verso il modello tedesco. Prima di cedere alla commozione, ha ricordato come «l’uomo, il politico e l’intellettuale Moro viva ancora», chiudendo poi con la lettura di una delle ultime lettere del segretario democristiano alla famiglia e del discorso di Papa Paolo VI. Antonello Usai ha invece voluto sottolineare come non sia facile basare la propria vita su idee ed esperienze messe al servizio della collettività. Chiede all’assemblea cittadina di meditare sul ruolo che gli è stato dato. «Ora la politica è improntata sul pragmatismo più sfrenato, sull’opportunismo e sull’incoerenza rispetto alle richieste della “base”», ha sottolineato amaro. Ha invitato quindi tutti a rilegge alcuni scritti di Aldo Moro, per poi ricordare, in un rapido excursus, il periodo in cui operava lo statista. «Cinque commissioni istituite non hanno dato un nome all’assassino. Moro ha sacrificato la sua vita per un’idea, avviando un confronto schietto e duro, al limite del conflitto, ma con regole e logiche. Non ha mai spinto per uno scontro fine a se stesso, tenendo invece sempre aperta la via del dialogo», ha concluso tra gli applausi dell’aula consiliare.

Nella foto: Il tragico ritrovamento di Aldo Moro in Via Caetani



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