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A.B.
17 maggio 2008
«Leader maximo e soldatini in cerca di poltrone»
commento del consigliere comunale di Alghero Viva Valdo Di Nolfo, che espone una serie di possibili manchevolezze della Giunta Tedde, “sentite” in città. «Il sindaco si è dimesso perché non riesce a soddisfare la bramosia di poltrone dei suoi adepti. La torta è piccola e troppe le bocche da sfamare»

ALGHERO - «Marco Tedde si è dimesso. Il primo cittadino dalla “messe” di voti, quello del 64percento delle preferenze, costretto all’atto più difficile: le dimissioni. La domanda è una sola: perchè?». Inizia così il primo commento di Valdo Di Nolfo, consigliere comunale di Alghero Viva alle dimissioni del sindaco del Centrodestra. «In città svariate sono le risposte a riguardo – spiega - Qualcuno “pensa” che dietro tutto ci sia la consapevolezza di aver portato la città in una crisi finanziaria senza via di uscita, grazie alla speculazione di finanza derivata (Swap), come ha rilevato addirittura il più prestigioso giornale economico europeo. Qualcun altro – prosegue Di Nolfo – “è convinto” che si tratti una mossa mediatica per spostar l’attenzione dal grande risultato del trasferimento dei beni di Fertilia e alla successiva rinascita della borgata, grazie all’impegno di quei comunisti che governano la regione matrigna. Altri “pensano” che il problema sia l’ingovernabilità delle lobby a lui vicine, una su tutte quella che hanno portato la città ad avere una propria piazza Tien-an-Men dove prima vi era una palestra e una scuola materna, la stessa che ha portato l’Amministrazione Tedde prima a concedere la concessione edilizia per un ecomostro in passeggiata e poi a presentarsi come parte lesa contro un suo dirigente nel processo conseguente, sempre la stessa lobby che per non rinunciar alle proprie speculazioni si oppone ad uno sviluppo armonico della città, in una sigla Puc. I più attenti all'ambiente – affonda il consigliere d’Opposizione – “sono sicuri” che la causa delle dimissioni sia riconducibile allo scempio geologico nascosto dietro il riconsolidamento del lungomare Las Tronas-Calabona, il cui motivo di fondo, dicono, era solo far arrivare soldi ai soliti amici. Addirittura, i meglio informati “affermano” che la questione determinante sia il disastro a cui andrà in contro il Calik grazie agli scarichi del super-depuratore da lui tanto voluto. I pochi vicini al popolo “riconducono” la crisi alla situazione di estremo disagio in cui vivono le classi sociali meno abbienti a causa della scelta del sindaco di non costruire nuove case popolari. I più creativi “ritengono” che abbia contribuito alla scelta del primo cittadino anche il non esser riuscito in sei anni di governo a dare ad Alghero uno spazio sociale e di aggregazione culturale». La disanima di Valdo Di Nolfo, si allarga quindi a trecentosessanta gradi. «Come tutti sanno Alghero è una città di brava gente ma “de batturellas”, tutti parlano, ognuno dice la sua ma nessuno sa la verità. Come accadde anni fa, con lo stimatissimo sindaco Sechi, accusato di enormi nefandezze ma oggi, dieci anni dopo, giudicato limpido e pulito dalla magistratura, ma questa è un’altra storia. La verità, io credo, è il solito segreto di Pulcinella. Verrebbe da ridere, se non fosse più tragica e meschina delle opinioni che si sentono in giro: Il sindaco si è dimesso perché non riesce a soddisfare la bramosia di poltrone dei suoi adepti.
La torta è piccola e troppe le bocche da sfamare. Questo accade – spiega - quando si pensa che la politica sia interesse privato, lobby, clientele, poltrone e potere. Cosi accade che se il proprio assessore di riferimento, non si piega alle voglie lobbystiche cagliaritane della consigliera, questa lo disconosca. Accade anche che per la poltrona di presidente del Parco di Porto Conte, due consiglieri escano dall’Udc facendo gruppo consiliare a parte. Accade poi, che questo nuovo gruppo consiliare pretenda a tutti i costi un assessorato, cioè un pezzo di potere. Accade che per la mancata assegnazione di poltrone di sottogoverno sempre dello stesso parco la giunta entri in crisi con le dimissioni degli esponenti di An, crisi che ha bloccato l’attività amministrativa per due mesi. Accade, e qui siamo davvero nella farsa, che un gruppo consiliare si divida al momento della scelta del proprio capogruppo, cioè quello che potendo partecipare a tutte le commissioni, prende ogni volta il relativo gettone di presenza. Accade anche che il presidente sia costretto a convocare il Consiglio in seconda convocazione per paura di non raggiungere il numero legale. Questa è la politica di capitan Marco e i suoi soldatini, una politica con la p capovolta, d’altronde lo sappiamo, per certa gente la politica è solo poltrone, gestione del potere e stipendi, in attesa che qualcuno bussi alla loro porta con i piedi perchè ha la mani impegnate a portar doni! Anche nel 2002 il nostro leader maximo, irritato dalle richieste di poltrone che paralizzavano il suo disegno politico, disse: “fermu giocu, il pallone è il mio!”. Quindi sono convinto che anche questa volta la partita finirà ai giardinetti. O forse dietro tutto c’è la porta in faccia chiusa sul muso del sindaco, da parte dei suoi superiori, durante la formazione delle liste elettorali delle Politiche appena trascorse, e la paura di far la stessa fine alle Regionali l’ha spinto a mostrar i muscoli ai suoi maggiori?».
Nella foto: Valdo Di Nolfo, consigliere comunale di Alghero Viva
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