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Antonio Burruni
20 maggio 2008
Dimissioni Tedde: Vietato parlarne in aula
Ieri sera, l’Opposizione ha proposto un Ordine del Giorno per parlare della decisione del sindaco Tedde. Il presidente Muroni non l’ha però trovato pertinente ed il dibattito è sfumato

ALGHERO – Ieri sera, alcuni consiglieri dell’Opposizione, con Nicola Salvio primo firmatario, hanno presentato un Ordine del Giorno per parlare in aula delle dimissioni di Marco Tedde dalla carica di sindaco di Alghero. La richiesta parlava della possibilità di avere Tedde in aula e di analizzare le «espressioni in aula da parte del sindaco delle motivazioni», ma vista l’assenza del primo cittadino e vista invece la presenza dei tre tecnici Bnl per parlare degli Swap, il presidente del Consiglio Comunale Antonello Muroni non ha trovato pertinente la richiesta dell’Opposizione, nonostante Salvio puntasse sull’Articolo 59, comma 1 e 3 del Regolamento del Consiglio Comunale per chiedere l’iscrizione all’Ordine del Giorno per “fatto formale”. «Se non si desse seguito alla nostra richiesta – ha dichiarato il rappresentante di Città al Lavoro – rischieremmo di mettera la città in mano al commissario, senza sapere in aula le motivazioni della situazione. Ricordatevi che le dimissioni del sindaco non è “cosa vostra”, ma è “cosa della città”. Se poi fate della democrazia un fatto di numeri e non di idee…». A tal proposito, l’intera Opposizione ha rifiutato la proposta di Giancarlo Piras di mettere ai voti la decisione di parlare in aula dell’argomento. «E’ un gesto importante parlare di queste cose in Consiglio Comunale. L’Opposizione chiede il dibattito in aula – ha dichiarato Gianni Cherchi – giusto, corretto e che da il vero senso della democrazia». «Non si può andare avanti a colpi di Maggioranza qua dentro» ha chiosato Gavino Tanchis, mentre Franco Calvia ha sottolineato come Alghero sia «l’unica città dove succede una cosa così importante e non se ne parla». Vittorio Curedda, capogruppo dell’Opposizione ha quindi chiesto una sospensione della riunione per tenere una Conferenza dei Capigruppo sull’argomento, ma Muroni non l’ha ritenuta opportuna, mettendo ai voti la proposta. Sicuri del risultato negativo, Valdo Di Nolfo e Gavino Scala hanno votato polemicamente assieme alla Maggioranza. Chiaramente negativi anche i commenti alla situazione creatasi in aula. Di Nolfo ha sottolineato come «i numeri della Maggioranza dittano», mentre Salvio parla di «fedeltà tardiva» e di «democrazia del bavaglio». La discussione è terminata con la sottolineatura di Curedda, che ha ricordato come la mancanza ed il rifiuto del dibattito in aula non faccia bene alla politica.
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