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Antonio Burruni
30 maggio 2008
Crisi, Consiglio orfano: anche la Minoranza dice addio
Le dimissioni del sindaco al centro dello scontro politico. I lavori sono proseguiti con i rappresentanti della Maggioranza che discutevano di bilancio. Fuori dall'aula però, il clima è da resa dei conti

ALGHERO - Detto e fatto. Dopo il sindaco anche la Minoranza dice addio. In Consiglio è vietato discutere delle dimissioni di Marco Tedde e l'Opposizione compatta saluta le sedute consiliari. Ieri, in occasione della seduta convocata dal presidente Antonello Muroni si è consumato l'ennesimo strappo tra Maggioranza e Minoranza. Davvero uno spettacolo poco edificante. E' stato Vittorio Curedda a parlare in aula a nome dell'intera Opposizione. «Il bilancio è uno strumento del sindaco – ha spiegato - perché è lui che propone la delibera alla Giunta. Parlarne senza la sua presenza è un fatto gravissimo. Il fatto che voi siate tutti qui col capo cosparso di cenere a parlare del bilancio in sua assenza è assurdo. L’Opposizione tornerà in aula dopo il 4 Giugno, quando il sindaco avrà ritirato le dimissioni e, dopo avervi fatto cospargere il capo di cenere, vi avrà anche fatto passare sotto le forche caudine». I rappresentanti del Partito Democratico, Alghero Viva, Stella Nascente e Città al Lavoro, chiedono da tempo che le dimissioni del primo cittadino siano oggetto di discussione dell'assemblea, ma inspiegabilmente i lavori proseguono come se tutto fosse normale. Ma normale non lo è proprio. Qualora Marco Tedde non ritornasse indietro e le lotte all'interno del Partito del Popolo della Libertà non dovessero arrivare alla tregua, infatti, la seduta di ieri potrebbe essere la penultima del Tedde-bis. Infatti il 3 Giugno, ultimo giorno utile per il ritiro delle dimissioni, è in programma una nuova seduta consiliare, sempre col bilancio in primo piano. Fuori dall'aula intanto, continua il braccio di ferra tra diversi esponenti delle variegate anime del futuro Pdl: sul tavolo assessorati e non solo. La crisi continua.
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