Il consigliere comunale del Partito democratico parla di tradimento, astuzia, bugie e artifizio. «Le scorrettezze adottate in questa triste vicenda, vogliono nascondere alla cittadinanza l’inizio della fine»
ALGHERO - «Forse questa piccola storiella di periferia dell’impero, fatta di ripicche e dispettucci tra comari, è servita a dimostrare chi comanda ad Alghero. Con il protagonista che non ha mai creduto nemmeno per un attimo di rinunziare a tanto potere e privilegi». Sono le parole che il consigliere comunale del Partito Democratico Enrico Daga rivolge al Sindaco e ai consiglieri di maggioranza all'indomani dal
ritiro delle dimissioni di Marco Tedde. «Già dalla prima ora nessuno avrebbe scommesso un centesimo sulle reali intenzioni di dimettersi da parte del primo cittadino - attacca - una collaudata pratica, che ora, come in passato, da sempre buoni frutti». In un colpo solo, dopo aver disprezzato i propri compagni di viaggio, attraverso una laconica “lettera aperta”, si è annichilita la politica, precisa con forza il giovane consigliere. «Dopo aver allineato con il viso contro il muro gli ex amici di sventura, come un esercito perdente al momento dell’esecuzione, il Capo non ha esitato a mitragliare, colpendoli nell’anima. Una vera esecuzione politica». Enrico Daga parla di tradimento, astuzia, bugie e artifizio: aldilà del ritiro delle dimissioni, il tradimento nei confronti degli elettori c’è stato, è tutto nel fallimento della politica. «Le scorrettezze, le mistificazioni e gli effetti speciali, adottati in questa triste vicenda, vogliono nascondere alla cittadinanza l’inizio della fine. Far finta di abbandonare la nave prima che questa affondi, è il segno che la tracotanza e la sicurezza ostentate fin qui, lasciano il posto al caos». Temiamo preoccupati, insieme ai cittadini, di essere solo all’inizio, conclude il consigliere comunale.
Nella foto Enrico Daga, consigliere comunale Pd