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Red
6 giugno 2008
Politica al bivio: la Maggioranza vuole le scuse
I capigruppo in Consiglio Comunale non ci stanno e chiedono ufficialmente le scuse dei colleghi di opposizione

ALGHERO - Politica in fibrillazione in città. Dopo la crisi che ha investito il municipio catalano, non si placano le prove di forza tra i due schieramenti: Muro contro muro su tutto. Le dimissioni del sindaco non passano per il consiglio comunale e questo fa imbestialire i consiglieri di minoranza che, senza usare mezzi termini, hanno duramente attaccato a più riprese i colleghi di maggioranza. Adesso però, all'indomani del ritiro delle dimissioni da parte del Primo cittadino e dopo una ritrovata serenità (almeno apparente) i capigruppo puntano il dito contro un modo di fare politica che considerano "squallido" e "immaturo". «Abbiamo ricevuto una lunga serie di offese, di calunnie, di epiteti gratuiti che, insieme al grado di immaturità politica che segna i consiglieri perdenti, sono la dimostrazione lampante di ciò che ha affermato il sindaco Marco Tedde: ad Alghero non c’è una valida alternativa al Centrodestra». Il contenuto delle offese – dichiarano in una nota congiunta i capigruppo - impone una pubblica scusa da parte di chi le ha proferite per evitare che ci si ritrovi nelle aule di giustizia a discutere di ingiurie e di reati penali. Secondo il documento congiunto presentato oggi, il ritiro delle dimissioni del sindaco ha riportato alla realtà un gruppo di consiglieri di Minoranza che credeva ad un sogno irrealizzabile: andare al potere dopo aver dimostrato l’incapacità di proporsi fattivamente dai banchi dell’Opposizione. Il massimo risultato con il minimo sforzo. «Non è comprensibile diversamente – spiegano i capigruppo - l’acredine, la mistificazione, e da ultimo la scarsa educazione dei consiglieri della Minoranza che segnano ulteriormente, qualora ce ne fosse bisogno, la loro estrema lontananza dalla politica fatta di proposte, di atteggiamenti corretti, e da ultimo, di verità a riguardo del rispetto che si deve nei confronti dei cittadini». Le forze di Maggioranza sottolineano come certa Sinistra basi la sua attività politica sulla menzogna e su questa cerca di mistificare conseguenti azioni politiche. Il documento si indirizza su Enrico Daga, definito “l’ex forzista”, e su chi «alza il polverone per nascondere antichi privilegi e recenti tentativi di riacquisizioni di dignità perse negli anni della Prima Repubblica». Strizzano l'occhio a Franco Calvia poi, ormai estraneo ai colleghi d'opposizione, ammettendo che «sebbene sia lecito criticare la Maggioranza che certamente ha mostrato limiti di compattezza politica, non bisogna dimenticare che i limiti di questa Minoranza sono tali e tanti e sono stati esaustivamente rappresentati dal consigliere Calvia». «Hanno perso il ruolo istituzionale la via maestra della politica per sposare becere e mistificanti rappresentazioni che non solo mettono in evidenza in maniera chiara la loro diversa estrazione politica, ma sottolineano con i loro comportamenti la loro comune inadeguatezza a sostituirsi nel governo di questa città», concludono Francesco Sasso, Antonello Usai, Adriano Grossi, Giancarlo Piras, Mauro Giorico, Angela Lobrano, Andrea Paulesu ed Antonio Camerada.
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