|
Red
2 luglio 2008
Presentati i risultati dei Laboratori sul Paesaggio
Si sono incontrate lunedì ad Alghero all’Hotel Calabona le 15 classi impegnate nei Laboratori sul Paesaggio del Progetto ITACA. Il Rettore Maida “un modello da replicare ed esportare”
![]()
ALGHERO - Si sono incontrate lunedì ad Alghero all’Hotel Calabona, provenienti da diverse parti della Sardegna, le 15 classi impegnate nei Laboratori sul Paesaggio del Progetto ITACA (Interventi di Trasferimento di Attività e Competenze Ambientali - cofinanziato dalla Comunità Europea, Por 2000-2006 Asse III, misura 3.9, patrocinato dall’Assessorato del Lavoro della Regione Autonoma della Sardegna e dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali - per discutere insieme sui risultati raggiunti dopo circa 2 anni di corso. Un corso di formazione realizzato dall’Università di Sassari (ente capofila) in collaborazione con l’Università di Cagliari, centrato su un insieme di laboratori progettuali organizzati in funzione di un tema specifico a partire dal Piano Paesaggistico Regionale. Ad accogliere i partecipanti il Preside della Facoltà di Architettura e Responsabile Scientifico del Progetto Giovanni Maciocco, il quale ha ripercorso brevemente le tappe dell’ambizioso percorso, sottolineando i traguardi raggiunti e gli obiettivi futuri. «È stata raggiunta innanzitutto la capacità di dare risposte generali a problemi specifici – ha evidenziato – quando invece nel progetto solitamente si tende ad avere un approccio limitato, che non incorpora il senso generale dei problemi». In secondo luogo, il progetto ha dato delle risposte a ciò che le istituzioni chiedono costantemente: «non abbiamo dato un repertorio di risposte: la nostra capacità di navigare, di essere dei surfisti dei luoghi ci ha permesso di trovare le soluzioni che i luoghi stessi rivelano». Ancora, rispetto ad una visione contemplativa del paesaggio, che tende a selezionare aspetti importanti o non importanti e che solo alla lunga permette di agire, si è cercato di «agire per capire e capire per agire», lavorando ad un progetto che consentisse di operare nell’immediato. Un superamento sostanziale di quella visione statica dell’isola soggetta a perfetta tutela, priva delle profonde trasformazioni che invece la caratterizzano e che portano a un ricollocamento del concetto di paesaggio-ambiente come centro della vita futura e alla sostenibilità come vero stile di vita. Un traguardo questo, che rientra tra quelli raggiunti dai 7 gruppi di lavoro i quali, uno alla volta, hanno presentato il proprio caso di studio, dal Golfo dell’Asinara allo stagno del Calich, dal Golfo di Oristano al Golfo di Olbia, e così via, evidenziando strategie, metodologie di lavoro, problematiche e risultati. Un progetto che è nato diverso tempo fa in seno all’Ateneo sassarese e che il Magnifico Rettore Alessandro Maida non ha mancato di apprezzare: «Un conto è fare progetti e un conto è trovare applicazione. E devo dire che in questo caso l’applicazione è stata resa possibile con la convinzione di tutti – ha commentato – quando la Regione ha dato l’approvazione a questo progetto ci siamo resi subito conto delle difficoltà, delle problematiche legate alle piccole realtà locali, ma ci siamo anche resi conto che queste fanno riferimento ad un unicum che è la dimensione regionale, l’isola in cui si riconoscono, per cui il consorzio e i partner che poi hanno aderito all’iniziativa hanno permesso di evitare smagliature nel sistema».
Nella foto di Sergio Visconti la platea al Calabona di Alghero |
|


