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S.A. 19:55
Una pièce per Michela Murgia ad Alghero
Fin nel titolo “Ribelle” esprime la capacità di infrangere le convenzioni e lottare per i propri e altrui diritti: una parola declinata qui al femminile (e plurale) attraverso l´intrecciarsi delle varie storie: a Lanusei, Alghero e San Gavino Monreale
Una pièce per Michela Murgia ad Alghero

ALGHERO - Viaggio nell'universo femminile con “Ribelle / Storie di una notte cambiata”, la pièce dedicata alla scrittrice Michela Murgia e liberamente ispirata alle “Storie della buonanotte per bambine ribelli” di Francesca Cavallo ed Elena Favilli, con drammaturgia e regia di Maurizio Giordo (da un’idea di Paola Zoroddu) in cartellone giovedì 5 marzo alle 21 al Teatro “Tonio Dei” di Lanusei, domenica 8 marzo alle 21 al Teatro Civico “Gavì Ballero” di Alghero e infine martedì 10 marzo alle 21 al Teatro Comunale di San Gavino Monreale per la Stagione di Prosa 2025-2026 organizzata dal CeDAC / Circuito Multidisciplinare dello Spettacolo dal Vivo in Sardegna. “Ribelle” offre preziosi spunti di riflessione sulla condizione e sul ruolo delle donne nella società, sul desiderio di emancipazione ma anche sulla volontà di porre fine alla violenza di genere: sotto i riflettori Angela Aini, Carmela Arghittu, Stefania Biddau, Nuccia Cola, Sara Filia, Sara Ledda, Annamaria Manca, Giovanna Maria Marongiu, Anna Rosa Saba, Maria Antonietta Sanna, Veronica Soro e Paola Zoroddu, che hanno contribuito alla ricerca e all'elaborazione dei testi, per dare forma a una narrazione corale in cui s'intrecciano storie vere e inventate, ricordi personali e vicende emblematiche che riflettono regole e modelli legati alla tradizione patriarcale.

In una cornice simbolica, una sorta di “orfanotrofio” dove trovano rifugio creature fragili e ferite, vittime di violenze e abusi o semplicemente abbandonate e dimenticate, tra canti e racconti rinascono i sogni e le speranze delle protagoniste: il fuoco di una “rivoluzione” interiore che potrebbe sfociare in una liberazione e in una fuga, comunque in una rinascita, illumina parole e note di “Ribelle”, uno spettacolo originale con ricerca musicale e direzione cori a cura di Sara Ledda e Voice Off di Maria Ledda scenografie di Cassetto 108 di Manuel Attanasio, Marco Velli e Maurizio Giordo, disegno luci di Antonio Loriga e Maurizio Giordo e sound design di Marco Chirigoni e Maurizio Giordo, assistente alla drammaturgia Stefania Biddau, produzione del Centro Antiviolenza Spazio Donna CAV P.L.U.S / Distretto Sanitario di Ozieri, con InOghe / Associazione Cultura e Spettacolo Ozieri e La Compagnia delle Donne, e con Gurdulù Teatro.

Un gruppo di donne-bambine di età differenti, riunite in un istituto a metà tra collegio e prigione, che ogni notte rivive la propria infanzia “rubata”, tra ninna nanne, ricordi e letture, intrecciando il proprio vissuto con quello di cantanti come Maria Callas e Miriam Makeba, scrittrici come Grazia Deledda, ma anche le indomite Madri di Plaza de Mayo, oltre a campionesse sportive e streghe. Un'antologia di racconti che tracciano un ideale cammino verso la parità, tra il superamento dei modelli e dei pregiudizi della tradizione patriarcale ed il riconoscimento dell'intelligenza e dei talenti delle donne, sull'esempio di antiche e moderne eroine che hanno scelto di non rinunciare alle proprie aspirazioni e alle proprie inclinazioni, contribuendo così a scrivere la storia e a cambiare il mondo.

, sulla falsariga del libro “Storie della buonanotte per bambine ribelli” di Francesca Cavallo ed Elena Favilli che ha offerto preziosi spunti e nuove prospettive nella vasta produzione della letteratura per l'infanzia, arricchendo il ricco patrimonio di novelle antiche e moderne con una galleria di ritratti che insegnano l'arte della disubbidienza. Un'opera tragicomica, in cui il vissuto delle interpreti, rielaborato e trasfigurato, si mescola alle vicende delle donne straordinarie, coraggiose e indomite, talentuose e brillanti descritte nei volumi della biblioteca, per nutrire una nuova visione di sé in rapporto al mondo: tra le moderne eroine si inseriscono anche le ospiti dell'orfanotrofio, che grazie ai racconti varcano la soglia reale e simbolica che le separa dalla realtà.

Tra ironia e poesia, “Ribelle” propone uno sguardo al femminile sulla contemporaneità attraverso uno spettacolo di teatro civile, per cercare di contrastare l'involuzione della società e il diffondersi della violenza, con la tragica escalation dei femminicidi: in occasione della Giornata Internazionale della Donna – ma il messaggio resta valido per ogni momento dell'anno – si ritrovano al centro dell'attenzione e del dibattito politico, spesso in risposta a emergenze come la povertà economica e la mancanza di spazi abitativi, le discriminazioni salariali, le carenze del welfare e dei servizi di sociale e sanitaria, questioni delicate e complesse come la parità, i diritti civili e la libertà di scegliere. Nella “ribellione” della protagoniste, imprigionate tra i fantasmi del passato e la loro presunta inadeguatezza e incapacità di stare al mondo, si esprime la speranza di una nuova “primavera”, dove la possibilità di essere se stesse e realizzare i propri sogni si unisce a una volontà di riscatto, una nuova e catartica ventata di “follia” che permette loro di guardare oltre il muro e immaginarsi un futuro.



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