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S.A.
19:39
Beatrice l´Agri-Influencer sarda a Roma
A crescere è l’innovazione nei campi italiani spinta dall’ingegno delle 49mila imprese agricole under 35 attive, capaci di garantire prodotti di alta qualità che contribuiscono in maniera significativa ai primati del Made in Italy a tavola. Alle finali nazionali ha rappresentato la Sardegna Beatrice Foddis, giovane allevatrice di Tertenia

CAGLIARI - I giovani continuano a credere nell’agricoltura, nonostante le difficoltà e le incognite che ancora colpiscono il settore. A crescere è l’innovazione nei campi italiani spinta dall’ingegno delle 49mila imprese agricole under 35 attive, capaci di garantire prodotti di alta qualità che contribuiscono in maniera significativa ai primati del Made in Italy a tavola. È quanto emerge da un’analisi Coldiretti diffusa in occasione della finale a Roma dell’Oscar Green, il premio di Coldiretti Giovani Impresa ad aziende e start up che generano sviluppo e lavoro, che celebra quest’anno il suo ventennale. In questo quadro in Sardegna le aziende guidate da under 35 continuano a rappresentano la speranza per il futuro contando che restano una componente importante del tessuto produttivo agricolo. Secondo i dati elaborati da Coldiretti, sono 2.876 le imprese agricole giovanili nell’Isola, pari al 9% del totale delle aziende del settore, una percentuale superiore alla media nazionale che si attesta intorno al 7%. Un dato che colloca la Sardegna all’ottavo posto in Italia per incidenza delle imprese giovani sul totale delle aziende agricole. Un segnale incoraggiante che dimostra come l’agricoltura resti ancora un ambito capace di attrarre nuove generazioni, pronte a investire su innovazione, sostenibilità e valorizzazione del territorio.
«In Sardegna le aziende agricole giovanili rappresentano una risorsa preziosa e dimostrano che i giovani, se supportati, possono ancora scegliere la terra come progetto di vita – sottolinea Coldiretti Sardegna – ma nonostante questi segnali positivi, il sistema continua a essere rallentato da norme complicate, ritardi negli aiuti e infrastrutture carenti, soprattutto nelle aree interne. Lo spopolamento, la burocrazia e la mancanza di servizi essenziali sono ostacoli quotidiani per chi vuole fare impresa agricola - continua Coldiretti Sardegna - eppure i giovani resistono, portano innovazione e raccontano una nuova visione dell’agricoltura anche a livello nazionale». Guardando alla distribuzione territoriale, la provincia di Nuoro si conferma quella con il numero più alto di aziende agricole guidate da giovani, con 1.056 imprese under 35. Seguono Sassari con 846 aziende, Cagliari con 670 e Oristano con 306. Numeri che raccontano un fenomeno importante soprattutto nelle aree interne dell’isola, dove l’agricoltura continua a rappresentare non solo un presidio economico ma anche sociale, fondamentale per contrastare lo spopolamento e mantenere vive le comunità rurali.
Accanto agli elementi positivi restano, però, troppe difficoltà. Tra queste pesa la lentezza nell’erogazione degli aiuti destinati ai giovani agricoltori, con ricadute concrete su chi vuole avviare la propria attività. In testa c'è il bando per il primo insediamento. Negli ultimi anni - sottolinea Coldiretti - i tempi tra i bandi si sono allungati a 4-5 anni dai precedenti. Una situazione che crea un evidente paradosso: Il sostegno è infatti destinato ai giovani che si sono insediati da non più di tre anni, ma se tra un bando e l’altro passano periodi più lunghi, molti di loro finiscono automaticamente fuori dai requisiti. Una dinamica che rischia di snaturare l’obiettivo stesso della misura, nata per accompagnare e incentivare l’ingresso delle nuove generazioni in agricoltura. Inoltre, i ritardi finiscono per rallentare anche il ricambio generazionale: molti giovani, nell’incertezza, preferiscono attendere la pubblicazione dei bandi prima di avviare la propria attività, restando di fatto in una sorta di limbo per anni. Per questo Coldiretti sottolinea la necessità che ogni programmazione preveda un cronoprogramma chiaro e che, soprattutto per i giovani e per gli investimenti, si arrivi alla pubblicazione di bandi con cadenza annuale, garantendo continuità e certezze a chi vuole costruire il proprio futuro nel settore.
Alle finali nazionali ha rappresentato la Sardegna Beatrice Foddis, giovane allevatrice di Tertenia (NU), finalista nella categoria Agri-Influencer. Con il suo progetto ha trasformato la pastorizia in un racconto digitale capace di avvicinare il pubblico alla vita quotidiana delle aziende ovicaprine dell’Ogliastra. “«Raccontare le nostre giornate sui social crea curiosità nei follower, che poi possono decidere di venire a scoprire di persona le nostre aziende e vivere dei percorsi direttamente nei luoghi dove lavoriamo», sottolinea Beatrice. Per la giovane allevatrice ogliastrina, la partecipazione alla finale nazionale rappresenta una importante occasione per raccontare la Sardegna in contesti di alto livello. Storie come quella di Beatrice dimostrano che, nonostante le difficoltà, i giovani restano la vera risorsa per il futuro dell’agricoltura sarda, capaci di coniugare tradizione e innovazione e di costruire nuove prospettive di sviluppo per i territori rurali dell’isola.
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