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Cor 27 aprile 2026
Remote Decay per far rinascere il corallo
All’aeroporto e al Museo del Corallo di Alghero l’opera del Conservatorio “Luigi Canepa” di Sassari finanziata con i fondi del Pnrr nell’ambito del programma MUSIC4D, ideato e realizzata dalla scuola di Musica elettronica
<i>Remote Decay</i> per far rinascere il corallo

Alghero sarà la sede di un’esperienza immersiva, interattiva e in continua evoluzione: Remote Decay è un’installazione multimediale che mette al centro il rapporto tra tecnologia, arte e ambiente, invitando il pubblico a diventare parte attiva di un ecosistema digitale ispirato alle barriere coralline. L’opera sarà installata da martedì 28 aprile al 24 maggio all’aeroporto di Fertilia e al Museo del Corallo di Alghero. Il progetto è curato dal Conservatorio “Luigi Canepa” di Sassari, finanziato con fondi PNRR nell’ambito del programma MUSIC4D e ideato e realizzato dalla scuola di Musica elettronica del Conservatorio sassarese.
Remote Decay si presenta come un’opera aperta, capace di trasformarsi in tempo reale attraverso l’interazione degli spettatori. Proiettate su uno schermo, le immagini di barriere coralline digitali reagiscono ai movimenti del corpo, generando variazioni visive e sonore. Texture organiche e musica elettronica si fondono così in un ambiente dinamico che muta continuamente, sviluppandosi nell’istante e modificandosi con chi lo attraversa. Lo spettatore può esplorare visivamente e acusticamente, nel dettaglio, frammenti di corallo morente, scegliendo la propria posizione nello spazio di proiezione e i movimenti del corpo. Tali azioni determinano l’elaborazione di videoregistrazioni sottomarine di barriere coralline in via di estinzione. Ogni singola particella sonora del processo di decomposizione del corallo viene trasformata in base agli stimoli che l’opera riceve dall’interazione col pubblico: “agendo” nello spazio, tutti possono far rinascere il corallo, restituendogli vita e colore. L’installazione è pensata per funzionare anche a distanza: se un visitatore del Museo nel centro di Alghero interagisce con lo schermo, l’effetto della sua azione è percepibile anche nei pannelli dell’aeroporto e così avviene anche a parti invertite. Il risultato è un ecosistema digitale sensibile alla presenza umana, in cui lo spettatore non è semplice osservatore ma elemento attivo di un sistema che si adatta e si trasforma, in netto contrasto con la realtà degli ecosistemi naturali, spesso compromessi dall’intervento umano. Dal punto di vista tecnico, l’installazione utilizza un sistema di body tracking che rileva in tempo reale i movimenti del pubblico, senza acquisire dati biometrici o personali. Le informazioni raccolte come posizione, distanza e gestualità vengono elaborate attraverso algoritmi di intelligenza artificiale per generare un ambiente virtuale in continua evoluzione.
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