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Marco Di Gangi
15:30
L'opinione di Marco Di Gangi
Con Ryanair la Sardegna rischia l’autogol
![]() Le dichiarazioni di Ryanair rappresentano un campanello d’allarme che la Regione Sardegna non può permettersi di ignorare o liquidare con superficialità ideologica. Quando una delle principali compagnie aeree europee afferma apertamente che la Sardegna rischia di essere tagliata fuori dai grandi flussi turistici internazionali a causa dell’ostinazione nel mantenere l’addizionale comunale sui diritti d’imbarco, il tema non può essere derubricato a semplice polemica politica. È invece una questione strategica che riguarda il futuro economico, occupazionale e turistico dell’intera Isola. Fratelli d’Italia sostiene da tempo, con coerenza e concretezza, la necessità di abolire questa tassa penalizzante almeno per i cittadini sardi e di aprire una seria riflessione sulla competitività del nostro sistema aeroportuale. La proposta avanzata dal capogruppo Paolo Truzzu andava esattamente in questa direzione ed era accompagnata da prospettive estremamente rilevanti: oltre 2 milioni di passeggeri aggiuntivi all’anno, nuovi aeromobili basati in Sardegna, centinaia di posti di lavoro e nuove rotte internazionali verso mercati strategici per la destagionalizzazione. Mentre altre Regioni italiane hanno scelto di competere, attrarre investimenti e aumentare traffico e collegamenti, la Sardegna rischia invece di rimanere immobile. I dati citati da Ryanair su Abruzzo, Calabria, Friuli Venezia Giulia, Sicilia ed Emilia-Romagna dimostrano che la riduzione o abolizione dell’addizionale comunale ha prodotto una crescita significativa del traffico aereo e del turismo. Questo non significa piegarsi alle compagnie aeree o rinunciare al ruolo pubblico della politica. Significa però comprendere che oggi il turismo si gioca soprattutto sull’accessibilità, sui collegamenti e sulla capacità di essere competitivi rispetto ad altri territori del Mediterraneo e dell’Europa. La Sardegna soffre già storicamente di insularità, stagionalità e costi elevati di collegamento. Continuare ad aggiungere ostacoli fiscali rischia di trasformarsi in un autogol clamoroso. Naturalmente il tema della continuità territoriale resta fondamentale e non può essere abbandonato. Ma è evidente che da sola non basta più. Serve una strategia integrata che tenga insieme diritto alla mobilità dei residenti, sviluppo turistico, attrazione di nuove rotte internazionali e sostegno ai territori. La verità è che oggi il mondo del turismo chiede visione, rapidità decisionale e capacità di confronto con gli operatori del settore. Invece la Giunta Todde appare paralizzata da divisioni interne e da un approccio ideologico che rischia di produrre conseguenze pesantissime. Il rischio non è soltanto perdere nuove opportunità di crescita. Il rischio concreto è vedere ridursi progressivamente anche gli attuali collegamenti, con danni enormi per il turismo, per le imprese, per il commercio e per l’occupazione. La Sardegna non può permettersi di restare isolata mentre il resto d’Europa corre. Occorre aprire immediatamente un tavolo serio con compagnie aeree, aeroporti, operatori turistici e categorie economiche per costruire una strategia moderna, sostenibile e competitiva per il trasporto aereo e per il turismo sardo. Difendere la Sardegna oggi significa renderla più connessa, più accessibile e più competitiva. *Marco Di Gangi per Dipartimento Turismo Fratelli d’Italia |
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