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Antonio Burruni 3 settembre 2008
20 a 9, Bilancio Consuntivo ok
Il Rendiconto Finanziario 2007 è stato approvato dalla sola Maggioranza. Per l'opposizione ancora ombre sugli swap. Daga chiede notizie sul City manager
20 a 9, Bilancio Consuntivo ok

ALGHERO – Bilancio Comunale ok. Dopo il parere favorevole del Collegio dei Revisori dei Conti, è arrivata anche l’approvazione del Consiglio Comunale. Naturalmente non c’è stato voto unanime, visto che il Rendiconto Finanziario, come sottolineato in aula da Matteo Tedde, è un documento che ha valore politico.

L’approvazione attorno alle ore 21, arrivata grazie ai venti voti della Maggioranza, mentre i nove consiglieri d’Opposizione hanno fatto pollice verso.

Vittorio Curedda, dopo aver esortato i consiglieri di Maggioranza a prendere la parola sull’argomento, ha spiegato la situazione. «Siamo qui per capire se il mandato all’Amministrazione Comunale, sotto forma di bilancio, sia stato portato a buon fine, senza entrare nel merito delle singoli voci. Questo non è uno strumento del sindaco o della Giunta – ha proseguito il capogruppo dell’Opposizione – ma è uno strumento di pianificazione e raggiungimento degli obbiettivi da parte del Consiglio. I gruppi di Maggioranza devono avere la preoccupazione di prendersi la responsabilità su alcuni aspetti, come nel caso dei residui attivi che, ritengo, sono di difficile esigibilità. Il Bilancio Previsionale è un bilancio politico – ha concluso – ma quello Consuntivo è un bilancio di tutti, non solo della Maggioranza che lo ha votato o dell’Opposizione che lo critica. Serve un’azione amministrativa corretta e coerente».

«Questo non è solo il bilancio della Maggioranza e non può certo essere il bilancio dell’Opposizione – ha esordito Enrico Daga – E’ il bilancio del nostro Ente, a cui tutti collaboriamo. E’ un momento di analisi importante, quindi chiedo una riflessione seria da parte di una Maggioranza che governa da anni. E’ il momento di prendervi qui le vostre responsabilità politiche». Daga sottolinea come sia stato Berlusconi ad eliminare una grande entrata comunale, rappresentata dall’Ici. «Non capisco perché, in quel momento, il nostro sindaco non abbia protestato. Non sappiamo qual è l’introito potenziale per la nostra città, come possiamo quindi parlare col Governo centrale? E so che questi controlli non sono neanche in agenda». Il consigliere del Pd propone la razionalizzazione dell’Ente, come già fatto in altri Comuni italiani «che hanno sistemato e migliorato i propri conti». Daga ha quindi chiesto notizie del city manager, la cui azione sarebbe utile proprio in questa direzione «pianificando e non continuando a governare navigando a vista». Daga, consigliando la creazione di una task force capace di intercettare i fondi europei, conclude chiedendo la valorizzazione e la motivazione per chi lavora nell’Ente.

La posizione della Maggioranza è invece chiara per il portavoce del Pdl Giancarlo Piras. «La relazione presentata dall’assessore Pais è la posizione della Maggioranza. Abbiamo monitorato, controllato giorno per giorno quello che veniva fatto. Condividiamo questo Bilancio Consuntivo e lo abbiamo condiviso in tutto il suo iter. Dobbiamo seguire i dettami dei Revisori dei Conti. Per quanto riguarda i residui attivi – ha proseguito – dobbiamo attivarci per risolvere questi conti aperti da troppi anni. In sei anni – ha concluso – abbiamo dato dimostrazione di avere le capacità per guidare una città che era allo sbando, quindi non abbiamo da fare nessun mea culpa sull’argomento».

«Al posto della Maggioranza avrei un bel pensiero a votare con senso di responsabilità questo bilancio», ha esordito Gavino Tanchis, sottolineando come ci siano crediti «non di dubbia esigibilità, ma di difficile esigibilità oggettiva. Sono crediti virtuali che hanno gonfiato, artefatto i conti. Manca una verifica delle cause legali e delle vertenze in corso. Da qui – ha proseguito – potrebbero arrivare ulteriori passività. Questo vuol dire che siamo potenzialmente a rischio di non poter rispettare il Patto di Stabilità». Il consigliere di Arcobaleno di Stella Nascente punta quindi il dito sul city manager, mai presentato ai consiglieri comunali. «Quando Pais parla della riduzione delle spese voluttuarie – ha concluso – parla anche della riduzione dello stipendio del direttore generale?».


«Qualcuno sta dicendo che questo bilancio è fuori dalla norma – esordisce Adriano Grossi – ma se con un avanzo così ridotto siamo capaci di cambiare il volto alla città, migliorare in tanti aspetti i servizi senza aumentare i tributi, vuol dire che siamo proprio bravissimi. Non bisogna dare un messaggio sbagliato – prosegue il rappresentante di An –dipingendo Alghero come Beirut. Oltretutto, fare delle proposte sul Bilancio Consuntivo è quanto meno fuorviante. E non è vero che non attingiamo ai fondi europei», ha concluso.

Poi è stato Matteo Tedde a riprende il suo intervento del giorno prima, discutendo sul valore politico del bilancio. «Il Bilancio Consuntivo 2006 è stato bocciato in più punti dalla Corte dei Conti e la cosa si ripete, quindi vuol dire che da quelle indicazioni non abbiamo imparato nulla. Non mi sembra giusto che i Revisori dei Conti, nella metà delle pagine della loro relazione critichino il bilancio e poi, alla fine, dicano che va bene. Non va bene! Come mai si è data così poca importanza al contratto dei derivati? Anche questo è un difetto di veridicità. Da un punto di vista tecnico, la corrispondenza alla realtà di questo bilancio è insufficiente».

Gianni Martinelli ha invece sottolineato come, nella sua “carriera da consigliere”, lui abbia sempre votato il bilancio dopo il parere positivo dei Revisori dei Conti. «Quando parliamo – ha sottolineato – spesso ci dimentichiamo che viviamo in Italia, la nazione che ha il terzo debito pubblico più alto al mondo e con questo ci dobbiamo confrontare. Stiamo facendo il massimo con le risorse che abbiamo».

Gavino Scala ha invece voluto sottolineare come non si può mettere sullo stesso piano chi governa da anni, con chi da anni sta all’Opposizione. L’esperto consigliere del Pd, ha quindi messo sul tavolo i “peccati” contestati all’Amministrazione. «Come potete dire che volete potenziare il settore dei Servizi Sociali, se poi si rischi di chiudere il Centro Anziani? Abbiamo la città piena di immondizia, perché probabilmente è stato fatto un accordo eccessivamente al ribasso. In città ci sono quindici mila disoccupati. Non possiamo garantire posti negli Asili Nido per tutti i bambini. Non bisogna ampliare il porto, ma razionalizzare la struttura esistente. E così bisogna fare in tutti gli altri settori. Questi sono i problemi – ha concluso – altro che la “lista della spesa”».

Nella foto: Michele Pais, assessore comunale alle Finanze



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