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Antonio Burruni 10 settembre 2008
Aree di culto: L’Opposizione non ci sta
I consiglieri di Minoranza hanno votato contro un Ordine del Giorno ritenuto populista. «Non sono questi i problemi della città»
Aree di culto: L’Opposizione non ci sta

ALGHERO - «I consiglieri chiedono al sindaco ed al Consiglio Comunale di impegnarsi affinché vengano individuate aree idonee all’insediamento dei centri di culto della religione cattolico con gli annessi punti di aggregazione per i giovani». Questa la richiesta conclusiva contenuta nell’Ordine del Giorno presentata il 5 maggio scorso e che vedeva Angela Lobrano quale prima firmataria. E proprio la rappresentante dell’Udeur a Palazzo Civico ha illustrato il documento firmato anche da Gianni Martinelli, Francesco Sasso, Giovanni Cecconello, Andrea Paulesu e Mauro Giorico. La richiesta è stata elaborata tenendo presente l’espansione del Carmine, Monte Carru, Zona Caragol, Monte Ricciu e Maria Pia , tutti soggetti a sovrappopolamento nel periodo estivo. Alcuni di questi mancano completamente di un luogo di culto della religione cattolica, mentre le dimensioni della Chiesa di San Luca (Maria Pia) non consentono ai fedeli di poter presenziare alle funzioni. Inoltre, si sottolineava la carenza di punti di aggregazione per i giovani e la mancanza di punti sostitutivi che i centri di culto della religione cattolica garantiscono.

«Mi sembra di assistere alla scena degli ebrei che costruiscono il vitello d’oro – ha ironizzato Matteo Tedde – Ho pensato che la Maggioranza fosse in crisi mistica, in un periodo dove qualcuno inseguiva poltrone mai arrivate. Forze politiche come l’Udeur sono completamente scollegate dalla realtà, per usare un eufemismo. Mandiamo tutti quelli che hanno esigenze a dormire nelle nuove chiese. L’Amministrazione Comunale – ha proseguito – deve sostenere le parrocchie esistenti. Spero che la megalomania di qualcuno non faccia venire l’idea di dedicare la chiesa a qualcuno. Comunque, spero che non siano solo le chiese a rappresentare il centro di aggregazione in una città sempre più interrazziale, interculturale. Mi pare – prosegue – ci sia una coltivazione in maniera maldestra del proprio orticello. Anche da queste cose si vede la pochezza politica, il poco spessore della proposta. Voto non da politico e da cittadino,per il rispetto di chi non ha la casa, di chi, quando va a lavorare, non sa dove lasciare il figlio». Tedde ha quindi concluso proponendo la modificazione del documento, inserendo i centri d’aggregazione.

«Non è l’unica priorità in città e non è la risposta alla mancanza di punti di aggregazione – ha esordito Gavino Scala – E’ un Ordine del Giorno che presenta scarsità di contenuti e che richiede un’analisi ed una proposizione più articolata. Ci sono cose più importanti, come la riduzione dei disoccupati, vera emergenza sociale rispetto alla quale l’esigenza di nuove chiese è un problema inesistente. Case, asili nido, lavoro: questi gli obbiettivi per una società più giusta. Bisogna individuare le aree da destinare all’edilizia popolare e convenzionata», ha concluso l’esperto consigliere del Pd.

Dopo aver chiesto ed ottenuto una riunione di Maggioranza, Adriano Grossi ha sottolineato «la veemenza, quasi una semi-sommossa da parte dell’Opposizione. Sicuramente non avrebbe suscitato scalpore se si fosse proposta la costruzione di una moschea. Sono cose trite – ha proseguito – tirare sempre in ballo, strumentalmente, il povero. Due anni fa – ha concluso – abbiamo concesso un’area ai Testimoni di Geova, senza clamore. Questa mi sembra una proposta legittima».

Antonello Usai, dopo aver testimoniato una volta di più con fierezza il suo essere cristiano-cattolico, ha puntato l’obbiettivo sulla programmazione ed individuazione di possibilità. «Credo sia corretto impegnare il sindaco e la Giunta Comunale in questa direzione. Non dobbiamo sbagliare ateizzando la politica. Giusto laicizzarla, ma non rendiamola atea, perché penso che qui nessuno pensi che il futuro è nelle nanotecnologie e non nei valori che ci sono stati tramandati».

«La contrapposizione non è tra chi è pro e chi è contro le chiese. E’ solo questione di programmazione e di priorità. Portare una chiesa al Carmine – spiega Nicola Salvio – ha un senso se prima ci si portano i servizi primari, una scuola. E’ un problema di opportunità. C’è un bisogno? Stiamo raccogliendo la voce della Chiesa? Oppure c’è il bisogno di qualche partito di ottenere visibilità a buon mercato? Questa si che sarebbe strumentalizzazione. Non dividiamo i consiglieri tra puri ed impuri in base al voto. Questa è solo piaggeria politica», ha concluso.

«Perché dire che serve un asilo non è piaggeria e ricerca di consenso elettorale a buon mercato e dire che bisogna individuare aree per la costruzione di luoghi di culto si?», ha chiesto Antonio Camerada, sottolineando come l’Ordine del Giorno in discussione non fosse stato firmato solo dalla Lobrano, ma anche da consiglieri di altri partiti. «E’ un intervento richiesto dai fedeli», ha proseguito, ricordando la situazione del Carmine e di San Luca. «Se non fosse stato per la perseveranza di Don Gavino Poddighe – ha ricordato – la chiesa di San Giovanni Bosco oggi non ci sarebbe. Una chiesa che non fa capo ad un partito, ma a parrocchiani di qualunque colore. Non penso che votare l’Ordine del Giorno consenta ad Angela Lobrano di recuperare voti», ha concluso.

Prima del voto, è intervenuto l’assessore comunale all’Urbanistica Maurizio Pirisi, che ha sottolineato come anche il servizio di culto debba essere presente, visto anche l’importante ruolo sociale che ricopre nella quotidianità del quartiere. «La Regione, come dichiarato recentemente da Mario Bruno, sta predisponendo finanziamenti da destinare agli oratori», ha concluso ricordando anche l’importante ruolo sociale della Caritas, che va aldilà della religione.

La proposta è stata quindi approvata con i sedici voti positivi della Maggioranza ed i sei dell’Opposizione, pur composta da cattolici praticanti, come sottolineato da alcuni interventi.



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