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Antonio Burruni
17 settembre 2008
Enrico Daga alla Summer School del Partito Democratico
Il giovane consigliere comunale ha partecipato alla quattro giorni di lezioni e seminari organizzati in Toscana dal Partito Democratico. L´intervista di Alguer.it

ALGHERO - "Globale Locale, Scuola Politica Estiva del Partito Democratico". Un’iniziativa formativa-programmatica che aspira a realizzare e rappresentare un grande evento di aggregazione con l’adesione e la partecipazione di più soggetti e più protagonisti. Il corso, tenutosi da giovedì 11 a domenica 14 settembre a Castiglion del Lago, Cortona e Montepulciano, ha visto alternarsi ben trentasei relatori, tra i quali Jeremy Rifkin, Edgard Morin, Jean Paul Fitoussi, Federico Rampini, Bernard Spitz, Vandana Shiva, Giuliano Amato e Luigi Spaventa, mentre la conferenza di chiusura è stata affidata a Walter Veltroni.
Per ogni giornata, erano previste due lezioni mattutine ed una pomeridiana, poi spazio alla conferenza plenaria. Sei le macroaree tematiche tra cui scegliere: “Mondo multipolare-L’Africa cinese”, “Identità globali-La forma del partito deve tornare al territorio”, “Nuove frontiere dello stato sociale-Principi universali con applicazioni particolari”, “Sviluppo sostenibile-Un’agenda democratica che parla dell’ambiente”, “Il caso Italia-L’identità attraverso i consumi” e “Liberismo in crisi – I liberalismi e la variante senza diritti civili”. Ogni partecipante poteva scegliere di seguirne uno ed il corso scelto da Enrico Daga, unico algherese presente alla quattro giorni toscana, è stato proprio quest’ultimo.
«E’ stata una bellissima iniziativa, che mi ha fatto veramente capire cos’è il Pd, cose che non si comprendono stando in “periferia”. In quei giorni ho avuto realmente la percezione di appartenere ad un grande partito. Non slogan, non un unico leader che fa tutto e rappresenta tutti, ma un dispiegamento di forze di una realtà nazionale, che ha diramazioni periferiche. Il motore del Pd – dichiara Daga - sono i gruppi di giovani, gli “Under 30”, che scandivano i tempi dell’iniziativa, facendo da moderatori, da organizzatori, da accompagnatori. Uno spettacolo incredibile, che mi ha colpito veramente. Sono instancabili. Veltroni, nella conferenza conclusiva, si è ripromesso di fare questo approfondimento una volta l’anno, anche a livello regionale».
«Bisogna partire dalle nuove generazioni, formando una nuova classe dirigente, con strumenti e studio, per raccogliere la sfida del futuro, prendere quello che il mondo globale ci offre e trasformarlo in opportunità, per affrontare il futuro con serenità. Però dobbiamo smettere di pensare da italiani – prosegue il giovane consigliere comunale – ed iniziare a pensare da europei. L’Italia ha grandi difficoltà strutturali, ma siamo ormai in un contesto europeo. Fitoussi ha dichiarato che l’Europa è il primo paese del mondo. Infatti abbiamo un reddito procapite superiore a quello degli Stati Uniti e di tutte le altre nazioni. Gli italiani devono essere consapevoli di far parte della squadra dei più forti».
Economia e politica. «L’istituzione Europea è ancora troppo debole – sottolinea Daga – ma bisogna ragionare in termini unitari. E’ un paese giovane, tecnocratico, dove si da poca importanza alla politica e tutto è in mano al libero mercato. Invece, è arrivato il momento della politica, come ha detto Fitoussi “Europa: L’importanza del ruolo della politica”. La Banca Centrale Europea gestisce tutto per il contenimento dell’inflazione. Quella statunitense è una politica da grande paese, quella europea, invece, produce disuguaglianze e nuova povertà».
Ci vuole una maggior consapevolezza individuale. In questo modo, automaticamente, va attuato anche a livello locale, con un’interpretazione diversa del mondo. Dentro ognuno c’è la risorsa per il proprio paese. Bisogna capire il valore del gioco di squadra, dell’unità d’intenti. Non è il singolo che cambia il mondo, ma “l’altro”, come dice Rifkin, è una nuova opportunità e non un problema. Questa è la grande differenza tra il “pensiero di Destra” ed il “pensiero Riformista”, la democrazia è riformismo. Non è tollerabile un solo uomo al comando».
Economia ed Istruzione. «I prossimi tagli al bilancio non devono toccare i livelli occupazionali delle nuove generazioni. Bisogna trovare soluzioni intelligenti, dando a tutti la possibilità di completare il ciclo di studi. Dentro ogni uomo c’è il futuro del paese».
Economia ed Ambiente. «Ed il futuro passa anche dall’ambiente – ricorda Daga – Quello che sta succedendo ora con lo scioglimento dei ghiacciai, secondo gli studiosi doveva accadere tra trent’anni. Invece il buco nell’ozono sta accelerando il surriscaldamento. Abbiamo vent’anni di tempo per cambiare le cose, poi, la temperatura s’innalzerà di altri tre gradi, e l’uomo tornerà al Pleistocene. Mai l’essere umano è stato così a rischio. Bisogna puntare sulle energie alternative per vincere la sfida per la sopravvivenza: biomasse, maree, venti, sole. Sarà un grande vantaggio per aree ritenute ora povere ed arretrate. L’edilizia è un settore chiave per cambiare la politica, perché diverrà importantissimo l’utilizzo in questo senso degli immobili. Bisogna che ognuno possa produrre energia per se e per gli altri, come una wikipedia dell’energia, dove tutti possono dare e prendere in base alle possibilità ed alle conoscenze. Germania e Spagna ci hanno superato attuando proprio questo tipo di politica, che è possibile anche a livello locale».
Alghero ed Energia. «Invece – sottolinea il giovane consigliere - nel programma di chi sta governando Alghero, questo non c’è. Mi piacerebbe sapere se, in questo senso, c’è un progetto di conversione degli edifici comunali. Bisogna puntare sulla centralità dell’uomo e del suo valore. Importante il diritto di ognuno di potersi giocare le proprie carte. Il livello di democrazia deve quindi basarsi sulle possibilità che un uomo ha di compiere il proprio progetto personale. Il Comune di Alghero deve lavorare per costruire una comunità dove l’ingerenza politica fa un passo indietro e ciascuno possa esprimere ed usare liberamente la propria fantasia. Mettere a reddito per se e per gli altri le proprie conoscenze e le proprie progettualità. Il diverso dev’essere un fratello, una ricchezza, un’opportunità».
Enrico Daga chiude con un proposito. «Vorrei essere l’umile servitore per un nuovo progetto di nascita della città, con i cittadini al centro. Qualunque sia il mio ruolo».
Nella foto d'archivio Enrico Daga e Walter Veltroni
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