L'ex sindaco Enrico Loffredo suggerisce l´apertura di una rappresentanza di Alghero a Barcelona. «A differenza di quanto crediamo, l’Alguer è poco conosciuta in Catalunya»
ALGHERO - «Ancora una volta, in occasione della visita del Hon. Josep Montilla, ho notato, con meraviglia, la facilità con la quale, da parte di questa amministrazione, si sollecita la presenza di un ufficio della “ Generalitat de Catalunya” nella nostra città dando ampia disponibilità di spazi per consentirne l’insediamento, non che la cosa sia particolarmente strana: già da sempre noi sardi abbiamo fatto ponti d’oro a operazioni di colonizzazione, la nostra storia è piena di episodi di servilismo».
E' il commento dell'ex sindaco di Alghero Enrico Loffredo, che non vede grandi vantaggi dall'apertura di una Casa della Generalitat in città, e invia una lettera aperta all'Amministrazione comunale.
«Premesso che la Generalitat è una istituzione politica della Catalogna che svolge le sue finalità in terre catalane e che risponde dei suoi atti agli elettori catalani - sottolinea - non penso che nessuno nell’amministrazione comunale auspichi l’unificazione “dels Països Catalans”, perché sarebbe un progetto eversivo di separazione dallo stato italiano che richiederebbe, qualora fosse vero, l’attenzione dei Servizi d’Intelligence Nazionali; altro discorso sarebbe quello “dels Països de llengua catalana” al quale ci sentiamo coinvolti».
Quello che sfugge all'ex sindaco della città è quale utilità potrebbe avere un ufficio di questa istituzione ad Alghero. «A cosa servirebbe - scrive Loffredo - se non a canalizzare i rapporti tra le due istituzioni politiche (Comune di Alghero e Generalitat), ma questo non può essere fatto già oggi con minore spesa, dando incarico a qualche dipendente del Comune di svolgere questa funzione? Differente è il discorso per la “Fundació Ramon Llull” di cui il comune di Alghero farà o fa già parte».
Enrico Loffredo suggerisce qualcosa di diverso e più utile: Lavorare per avere un ufficio di Alghero a Barcellona. «A differenza di quanto comunemente crediamo, l’Alguer è poco conosciuta in Catalunya». Cosa deve fare un imprenditore algherese se vuole conoscere o farsi conoscere nella realtà economica catalana e trovare occasioni per fare buoni affari - continua l'ex sindaco - non si rivolgerebbe certo alla Generalitat, ma cercherebbe rappresentanze del settore a cui è interessato, lo stesso succede per le entità culturali, scientifiche e quant’altro: ecco quindi che la presenza di una rappresentanza di Alghero in quelle terre tornerebbe estremamente utile.
«Mi sbaglierò, ma credo che sia più opportuno che la nostra amministrazione dia assistenza alla nostra imprenditoria e ai nostri cittadini, piuttosto che ai cittadini catalani, come evidentemente sta succedendo».
A Barcelona, al carrer del Carmé - ricorda - esiste, al piano terra dell’Institut d’Estudis Catalans, un locale con libreria, esposizione di prodotti artigianali, sala conferenze e proiezioni realizzato e gestito dal governo delle Baleari per promuovere il proprio territorio, la propria cultura, il proprio turismo in terra catalana. «Sarebbe più utile una cosa similare, in questo caso col supporto della Generalitat e Camera di Commercio, della Regione Sardegna e altri Enti territoriali per realizzare qualcosa che potrebbe essere un punto di contatto ufficiale con la nostra terra e una testa di ponte importante per tutta l’isola».
Nella foto Josep Montilla e Marco Tedde in occasione della recente visita ad Alghero