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P.C. 2 dicembre 2008
Da YouTube denuncia ai Servizi Sociali
Parte dalla rete la denuncia di un genitore, a cui i Servizi Sociali algheresi pare abbiano tolto l’affidamento del proprio figlio. "Alghero pericolo per i vostri figli" è il titolo del video-denuncia sul più conosciuto contenitore di filmati del mondo
Da YouTube denuncia ai Servizi Sociali

ALGHERO - “Non venite ad Alghero con i vostri figli, le assistenti sociali potrebbero toglierveli”. Parte con questo “invito” il video-denuncia di un genitore che, utilizzando il più conosciuto contenitore di filmati al mondo, spara a zero contro i Servizi Sociali algheresi, rei, a suo dire, di avergli tolto la potestà sul figlio. Non usa mezzi termini, racconta per filo e per segno con l’utilizzo di musica, testi ed immagini del proprio figlio, la sua triste storia.

“Quella di un adolescente come tanti altri, vivace, educato, di sani principi, gioioso e rispettoso”. La sua è una famiglia monogenitoriale: e via alla denuncia nei confronti dei Servizi Sociali del Comune di Alghero, nello specifico verso alcune assistenti sociali, colpevoli, a suo dire, di aver nel tempo “condizionato la volontà del proprio figlio”.

A detta dell'autore, tutto parte da un banale litigio tra padre e figlio ai primi di settembre, col bambino che, convinto dalle educatrici, va a cercare la libertà in un'altra famiglia. Da una situazione in origine provvisoria, si passa in breve tempo ad una drastica separazione che spesso culmina con fughe da parte del minore. Fughe da scuola, dalla famiglia e da qualsiasi cosa lo porti lontano dal padre. La denuncia prosegue con la voglia da parte dell’adolescente di tornare alle origini, ai suoi giochi alle sue feste.

La storia ora va avanti da tre mesi, e le promesse di un ritorno a casa rimangono sogni, col padre avanti e indietro tra avvocati e assistenti sociali. Il video-denuncia prosegue con un alcune frasi urlate: “Perché, fanno quello che vogliono con me. Non sono un pacco ne una mcchina. Perchè mi odiano”, e giù una sfilza di foto del giovane ribelle e del padre.



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