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Giovanni Delrio
30 giugno 2003
La marineria algherese si rivolge a Mister Prodi
L´associazione dei pescatori scrive al Presidente della Commissione Europea per denunciare la drammattica situazione economica in cui versa il settore della pesca algherese

Tra la marineria algherese e l´assessore regionale all´ambiente, Emilio Pani, è ormai rottura definitiva. Invano la politica a vari livelli ha cercato di ricomporre il dialogo, ma è anche certo che per dialogare bisogna essere in due, e ai pescatori della Riviera del Corallo è mancato, all´ultimomomento, l´interlocutore che doveva fornire una risposta definitiva attesa inutilmente durante la settimana appena trascorsa. A niente sono valse le rimostranze del sindaco Tedde e la minaccia di incatenarsi sollevata dal volitivo Pietrino Fois: il fermo biologico non subirà deroghe di nessun genere, questa la posizione della Regione, e per tale motivo i pescatori aderenti all´Associazione Impresa di Pesca "Banchina Millelire" hanno pensato bene di rivolgersi direttamente al Presidente della Comunità Europea, Romano Prodi, e ai maggiori rappresentanti istituzionali presenti a Bruxelles. Pubblichiamo di seguito il documento integrale.
"Il sottoscritto Giovanni Delrio, presidente dell´Associazione Imprese di Pesca "Banchina Millelire" di Alghero, denuncia agli uffici in indirizzo la situazione drammatica che sta attraversando la marineria della piccola pesca di Alghero. L´applicazione della legge regionale n. 34/1998. gia L.R. n. 25 del 1991 emanata dalla Regione Autonoma della Sardegna (Italia) che ha per titolo: "Nuove nonne di attuazione del fermo biologico" si pone l´obiettivo di ripopolamento/ricostituzione delle risorse ittiche nella fascia marino costiera. L´obiettivo della legge, in conformita degli orientamenti espressi a livello comunitario ( art. 4 del regolamento CEE n.3760/92) e nazionale. e raggiungibile in quest´ultimo caso attraverso la sospensione temporanea dell´attivita di pesca (di qui il nonne di l mo biologico) per 45 giorni continuativi. Gli aiuti corrisposti dall´Amministrazione per compensare l´impossibilita di poter svolgere il lavoro sono stabiliti in:
1- un´indennita giornaliera nella misura di euro 36,15 per tutto il periodo di interruzione dell´attivita di pesca;
2 - un´indennita per il fermo tecnico calcolato forfetariamente per 115 giorni nella misura di curo 13,43 giornaliere.
Il fermo biologico di 45 giorni nel periodo autunnale, di norma corrispondente con la sospensione dell´attivita di pesca a livello nazionale, interessa tutte le imbarcazioni praticanti la pesca a strascico dal 15 settembre al 29 ottobre di ogni anno.
Il fermo biologico di 45 giorni nel periodo primaverile per la piccola pesca, non ha nessuna rispondenza a livello nazionale e comunitario. Questo viene effettuato solamente in Sardegna dal 1 marzo al 15 aprile di ogni anno, e interessa tutte le imbarcazioni praticanti la pesca con attrezzi tradizionali, con il ricorso a misure selettive per la protezione del novellame (reti da posta, palangari e nasse).
Per tutte le attivita di pesca in Sardegna (1180 imprese con 2700 addetti) si impiegano risorse finanziarie per euro 9.296.000.
L´entrata in vigore della legge regionale sul fermo biologico dal 1991, penalizza soprattutto la piccola pesca artigianale, in quanto sottrae, nel periodo primaverile,
45 giorni alla campagna di pesca della aragosta, che e permessa per decreto regionale solamente dal 1 marzo al 31 agosto di ogni anno (6 mesi).
Si evidenzia che tale attivita e legata alle antiche tradizioni della marineria algherese ed, e una delle forme di pesca piu diffuse nella citta. Questa situazione che va avanti da piu di un decennio, oltre a produrre gravi danni dal punto di vista economico e occupazionale non ha certamente raggiunto l´obiettivo primario che la stessa legge si proponeva: tutelare le risorse e le specie ittiche nella fascia marino/costiera. Inoltre sta causando una concorrenza sleale da parte di altre marinerie che non assicurano una fonte di approvvigionamento alimentare sicura e di qualita per i consumatori.
Si sottolinea inoltre che le risorse dell´U.E., invece di essere destinate alla fascia marino/costiera come dispone la suddetta legge, vengono regolarmente utilizzate anche per le acque interne dell´isola (si calcola che almeno 800 pescatori operino regolarmente sia nelle acque interne che in mare, beneficiando degli indennizzi previsti dalla legge), tutto questo a discapito dei piano triennali di razionalizzazione della pesca a mare della Comunita Europea. Visto il Regolamento CEE n. 1263/99 del Consiglio del 21 giugno 1999 recante disposizioni di applicazione del Regolamento.CEE n. 2052/88 per quanto riguarda lo strumento finanziario di orientamento della pesca ed il regolamento di attuazione n. 2792 del Consiglio del 17 dicembre 1999;
Vista la legge regionale 22.12.1998 n. 34 recante "Nuove norme di attuazione del fermo biologico"( Art. 1 comma 3. La sospensione dell´attivita, che puo essere obbligatoria, riguarda le imbarcazioni iscritte nei compartimenti marittimi della Sardegna; essa puo riguardare l´intero compartimento o parte di esso o aree contigue appartenenti a compartimenti diversi:
Visto il Decreto dell´Assessore pro-tempore della Difesa dell´Ambiente 23 novembre 1993. n. 2974. recante "Disciplina della pesca dei crostacei" ( art. 3 la pesca dei crostacei e vietata dal 1 settembre di ogni anno al 28 febbraio dell´anno successivo).
CHIEDIAMO
1. Se l´utilizzo delle risorse finanziarie della U.E. in materia di pesca e fermo biologico. possano essere destinate anche per le acque interne (stagni),. così come solitamente e prassi per l´Assessorato della Difesa dell´Ambiente della Regione Sardegna.
2. Perché le richieste che ormai da diversi anni la marineria algherese inoltra alla Regione Sardegna per attuare il fermo biologico nel periodo autunnale e non in primavera, non sono prese in considerazione, mentre le stesse proposte quando vengono fatte dalla marineria di Cagliari trovano un consenso unanime da parte dell´ente regionale, e vengono derogate.
3. Se la legge regionale sul fermo biologico puo sovrapporsi nello stesso periodo in cui e aperta la pesca dell´aragosta, come da decreto regionale vigente sulla pesca dei crostacei.
Considerando che la Regione Sardegna nello stesso periodo permette a 130 pescatori subacquei professionali muniti di autorespiratori la pesca di aragoste, molluschi, echinodermi ect".
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