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Antonio Burruni
21 marzo 2009
Paulesu attacca: «Sogeaal, la Grande Casa Madre»
Il consigliere comunale della Democrazia Cristiana per le Autonomie, critica pesantemente la gestione della Sogeaal

ALGHERO - «L’ultima grande intuizione della Direzione Sogeaal, si chiama Operazione Eas (Società di Handling). Consiste nell’acquisire i servizi a terra e offrire assistenza aeroportuale, inglobando costi e personale(Airone), circa settanta dipendenti a tempo indeterminato e una ventina stagionale, portando a un totale di circa trecentotrenta unità lavorative la Grande Casa Madre Sogeaal, non curandosi del tracollo finanziario che tale operazione comporterebbe».
Questo l’inizio delle dichiarazioni del consigliere comunale Andrea Paulesu sulla situazione che si sta venendo a creare nella gestione aeroportuale locale e fa presente come «anche questa volta ci dovremmo aspettare comunicati trionfalistici di “Capitani Coraggiosi” per aver espugnato roccaforti nella capitale tornando carichi di bottino e gloria, ma rientrando ad Alghero bisognosi di far sempre i conti con i numeri, i bilanci e saggiare la dura ma concreta terra sotto i piedi e non in volo».
Infatti, Paulesu ricorda che i soci, per ben quattro volte in cinque anni hanno dovuto ricapitalizzare, arrivando a ripianare un debito complessivo di circa tredicimilioni di euro. «Questo risultato – sottolinea - porta ad evidenziare una responsabilità gestionale della società e come è convenuto da più parti e dagli stessi soci, è arrivato il momento di affidare la responsabilità legale, amministrativa, strategica e programmatica di questa società, a figure manageriali e tecniche che possano risollevare con la loro esperienza e capacità, una situazione definita critica e preoccupante».
Inoltre, il consigliere comunale fa notare come «anche i rapporti con l’Enac si siano incrinati, forse perche c’e uno strano modo di porgere le notizie relative alla Sogeaal, soprattutto negli ultimi tempi. All’inizio di marzo – sottolinea - son squillati i tamburi, si è volati (direttore generale Sogeaal) all’Enac a firmare la convenzione e ritirare gli stramilioni con ovazione di molti, ma il giorno dopo l’annuncio, l’Enac precisa che il Cda dell’ente si riunirà il 4 marzo con all’ordine del giorno la situazione gestionale dell’Aeroporto di Alghero, e in tale giorno è emersa la sacrosanta verità: “nessuna firma”, ma anzi si decide di inviare un ispettore per un’ispezione tecnico-contabile. Successivamente il presidente Vitto Riggio rincara la dose e l’11 marzo, in una sede istituzionale durante un’audizione al Parlamento Italiano, parlando delle verifiche sulle gestioni aeroportuali che hanno grandi difficoltà gestionali, risponde indicando il caso dell’aeroporto di Alghero».
«Sta di fatto – rincara la dose Paulesu - che tutto questo viene comunicato alla stampa come un successo della Sogeaal per l’ottimo lavoro e la grande professionalità dimostrata negli anni. Sicuramente ricapitalizzare la società quattro volte per un ammontare dell’intero capitale sociale in cinque anni è un grosso successo! Certamente, dopo lavori di nove anni e centinaia di milioni del contribuente spesi, l’attuale stato dell’aeroporto è un successo! Ovviamente, venire a sapere che la tanto sospirata concessione quarantennale, che tanti debiti doveva risolvere, venga messa in dubbio, è un enorme successo! Naturalmente, sapere che l’Enac preferisca parlare direttamente con la Regione Sardegna, piuttosto che con la Sogeaal, è visibilmente un notevole successo! Quanto ai soldi, prima di spenderli, sarebbe meglio che arrivassero effettivamente nelle casse della società, si contassero e possibilmente si spendessero anche per l’aeroporto ed i passeggeri, oltre che per stipendi e gratifiche a questi direttori di successo!».
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