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Red 22 agosto 2009
Alghero educata: «Premio beffa»
«Molti hanno pensato ad uno scherzo di cattivo gusto e molti si sono indignati. Del tutto fasullo è l’accostamento alla graduatoria di Legambiente»
Alghero educata: «Premio beffa»

ALGHERO - «Suona oggi come una beffa una graduatoria stilata da una società di rete, che mette Alghero tra le primissime città per educazione e rispetto dell’ambiente. Molti hanno pensato ad uno scherzo di cattivo gusto e molti si sono indignati. Del tutto fasullo è l’accostamento alla graduatoria di Legambiente». E' il primo commento del responsabile dell'associazione ecologista Luciano Deriu, all'indomani della pubblicazione di una speciale classifica che premiava Alghero, sicuramente oltre la realtà.

L’ecosistema urbano di Legambiente riguarda solo città capoluogo ed è fatto su rigorosi criteri oggettivi e non su opinioni. «Ma il paradosso è che quel premio arriva proprio nel bel mezzo di una vera e propria crisi di vivibilità urbana. È certo che chi ha fatto quel sondaggio non ha potuto vedere all’alba sul lungomare il tappeto lineare di bottiglie e di rifiuti rilasciato dagli “educatissimi” frequentatori della movida notturna».

«Ma neppure ha visto, a qualsiasi ora del giorno, strade centralissime, come la via Kennedy, fino a qualche anno fa pulite e ornate di giardini, oggi coperte letteralmente di rifiuti, rivoli maleodoranti e palazzoni da periferia metropolitana. Ci chiediamo se è mai possibile che dopo anni di buone intenzioni e programmi sulla sostenibilità i risultati siano una città vicina al collasso ambientale in termini di pulizia, depurazione, mobilità, inquinamento acustico, stato delle spiagge ed edilizia urbana.»

«A dispetto di tutto, perfino dei sondaggi beffa, la città continua ad essere appetibile per la bellezza che gli ha regalato la natura e la storia. Ma, è il caso di dire, fa acqua da tutte le parti. Ed è acqua di reflui maleodoranti, perché il sistema di depurazione, nonostante il notevole sforzo progettuale dell’amministrazione, funziona a intermittenza e versa i reflui nel Calic con esiti imprevedibili e pericolosi, che molti hanno messo in relazione con la perdita di limpidezza delle acque della spiaggia di Maria Pia, un fenomeno fino ad oggi mai riscontrato. Intanto a Porto Conte i reflui continuano a scaricare direttamente a mare e così sotto i bastioni dove un tempo c’erano amene e frequentatissime spiaggette urbane».

«Pare che il sistema depurativo sia ancora da mettere a punto e ci auguriamo che avvenga quanto prima. Ma intanto - conclude Lçuciano Deriu - non è il momento di prese in giro, premiando una qualità ambientale che è ancora tutta da costruire».

Nella foto: Rifiuti estivi allo Scalo Tarantiello



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