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Rappresentante R.S.U.
Vanni Masia 30 giugno 2003
Aziende ospedaliero-universitarie, il forte ritardo della Regione
Il rappresentante sindacale della Asl n° 1, Vanni Masia, fa il punto sulla normativa che prevede lo stretto rapporto tra l'Università e l'assistenza sanitaria
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Essendo un forte sostenitore sull'applicazione delle leggi, ritengo doveroso evidenziare che quando si parla di normativa riguardante la sanità, la nostra regione è fortemente in ritardo, anche per l'istituzione delle aziende in cui vi sia il connubio tra università e SSN; infatti la tematica relativa alla inscindibilità tra assistenza sanitaria e formazione scientifica, è compresa nei principi cardine della legge delega n. 419/98, che ha conferito al Governo l'attribuzione ad emanare norme intese a promuovere, appunto, l'integrazione tra assistenza, didattica e ricerca, nell'ambito del principio di leale collaborazione, disciplinandone i rapporti e ripensandone le normative.Con il D. Lgs. n.229 del 1999, e nello specifico, con l'art.6-bis la regolamentazione dei rapporti tra SSN ed Università è stato affrontato in maniera incompleta per cui vi è stata la promulgazione del D. Lgs. n.517 dello stesso anno, dove l'art. 1 stabilisce che l'attività assistenziale necessaria per la didattica e ricerca è determinata, nel quadro della programmazione sanitaria nazionale e regionale, in modo da assicurare la funzionalità attraverso specifici protocolli d'intesa stipulati dalla Regione con l'Università ubicata nel proprio territorio.
Con questa normativa si dà dunque un nuovo assetto alla materia dei rapporti tra SSN e Università che porta alla costituzione delle Aziende ospedaliero-universitarie, che rappresentano, appunto, la soluzione organizzativa prefigurata dal legislatore per integrare le attività assistenziali proprie del SSN con i compiti di didattica e di ricerca dell'Università e che rappresentano dei modelli diversi dalle aziende USL e dalle Aziende Ospedaliere per finalità, organizzazione e finanziamento. La loro missione è più complessa, così come peculiare è l'organizzazione basata su un atto aziendale. La cogestione di quest'Azienda, disciplinata dal suddetto D. Lgs., garantisce un armonico raggiungimento degli obiettivi aziendali, soprattutto attraverso un Organo collegiale di indirizzo nei quali i due Enti sono rappresentati nella funzione unitaria di pianificazione e controllo. Perché è possibile e necessario attuare questo tipo di scelta per il mondo sanitario algherese, ma anche sassarese? I motivi, a mio avviso sono: nascita dell'azienda ospedaliero-universitaria (comprendente i due Presidi Ospedalieri di Alghero), e riconoscimento, per elevata complessità assistenziale di "ospedale di rilievo nazionale"; nascita della tanto sospirata (da parte dei medici dell'ospedale SS Annunziata) azienda ospedaliera di Sassari; per cui nascerebbero due grandi strutture sanitarie che entrerebbero in concorrenza sana e leale per soddisfare le esigenze degli utenti, punto fondamentale. finanziamento diretto dell'assistenza territoriale; non appare superfluo ricordare come al Distretto, oggi, dovrebbe essere attribuito un ruolo strategico nell'attuale sistema assistenziale. E' su di esso che si punta per uscire dalle strette mura dell'ospedalizzazione, per arrivare ad un'assistenza territoriale capace di cogliere e di dare risposte ai bisogni di salute della popolazione e che si integri con le altre competenze di tipo istituzionale; dove cresca la sinergia con i medici di famiglia e la collaborazione con le organizzazioni del volontariato. Il decollo della distrettualizzazione è dunque la chiave di svolta attuale dello sviluppo del bisogno di tutela della salute, e questo sarà possibile solo se si riuscirà a garantire all'assistenza territoriale elementi innovativi e di integrazione con il sociale, oltre ad un diretto finanziamento. E' doveroso ricordare che i finanziamenti per le nuove strutture avranno diversi corridoi preferenziali, per cui nuova linfa. Il tutto è legato alla modifica del Titolo V, parte II della Costituzione dalla quale si evince che vi è stato un trasferimento delle funzioni e dei compiti dall'Amministrazione statale a favore delle Regioni. Va inoltre ricordato che la ASL non detiene più il ruolo di impresa committente all'esterno delle prestazioni, in quanto la titolarità del servizio di erogazione dell'assistenza sanitaria è pienamente appannaggio della regione; cioè la ASL è diventato l'Ente strumentale della Regione stessa. Il nodo fondamentale, non risulta essere la firma del protocollo d'intesa tra Regione ed Università, ma l'attivazione dell'atto aziendale, cioè il programma attuativo della nuova struttura che sorgerà. In questo contesto vi è stata la disponibilità e la garanzia da parte del Rettore e del Preside della Facoltà di Medicina che ciò verrà fatto. E nello specifico: nell'atto si chiede: definire l'individuazione e la realizzazione dei Dipartimenti a cui è preposto un Direttore; qualora tale Direttore è un dirigente medico ospedaliero, si procede alla nomina di un vice direttore universitario e viceversa; di individuare le unità Operative a direzione ospedaliera e quelle a direzione universitaria; ma soprattutto si chiede la garanzia che vi sia pari trattamento a parità di attività e di responsabilità, indistintamente per tutto il personale sia esso strutturato nell'Università sia esso strutturato nel SSN. C'è da ricordare un elemento fondamentale, che il mondo universitario ha già da tempo riconosciuto: l'emergere di nuove professioni non più subordinate alla professione medica, ma che hanno ormai una propria e ben definita collocazione come professionisti sanitari: e sono il personale infermieristico, tecnico sanitario, riabilitativo, della prevenzione, ecc., tant'è che vi è un continuo riconoscimento e crescita di docenti non medici nei corsi di laurea specifici, e questa sarà una prerogativa che chiederemo che venga inserita nell'eventuale nascita dell'azienda ospedaliero universitaria. Questo nuovo processo ha determinato l'emergere di nuovi fabbisogni formativi per tutti i professionisti della sanità, sia per quanto concerne la formazione universitaria e la specializzazione post-laurea, sia per ciò che riguarda l'aggiornamento professionale permanente; un vero grosso scoglio insuperabile per la ASL, che non ha nessuna intenzione di organizzare l'aggiornamento continuo all'interno della stessa Azienda. Infatti, in relazione alla direttiva del Dipartimento del Funzione Pubblica (G.U. n.26 del 31/01/2002), tutte le Amministrazioni hanno l'obbligo ed il dovere di migliorare la qualità dei processi formativi; tutte le organizzazioni, per gestire il cambiamento e garantire un'elevata qualità dei servizi, devono fondarsi sulla conoscenza e sulle competenze. Devono, pertanto, assicurare il diritto alla formazione permanente, attraverso una pianificazione e una programmazione delle attività formative che tengano conto anche delle esigenze delle varie figure professionali. Per tutte queste ragioni sono convinto che la creazione di una nuova strutture come l'Azienda ospedaliero universitaria con inseriti i due nosocomi algheresi darebbe origine ad un modello gestionale super efficiente capace di coniugare insieme: "maggiore e migliore qualità ed efficienza sia nell'assistenza che nella didattica e nella ricerca". |
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