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Monica Caggiari
19 ottobre 2004
Incontro con Taqi Al Mussawi, Rettore dell’Università di Baghdad
«Abbiamo ricevuto un’accoglienza amichevole, inaspettata. I cittadini che abbiamo incontrato ci hanno quasi festeggiato, dimostrando di essere piacevolmente sorpresi per la nostra visita in questo meraviglioso Paese»
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La visita in Italia del Rettore dell’Università Al Mustensseria di Baghdad, prof. Taqi Al Mussawi, accompagnato da tre docenti donne, Saba Jabbar N. Abdulla, Tahrir Taqi Ali e Rafaa Mahawi Hani, è iniziata attraverso un incontro informale, che ha preceduto quello ufficiale svoltosi nella sede centrale dell’Università di Sassari, con il Preside della Facoltà di Architettura, prof. Giovanni Maciocco. Si è trattato di un momento d’accoglienza amichevole, svoltosi nella mattinata di lunedì e organizzato dal dott. Abdul Khalati presidente dell’Associazione Onlus “Al Mustensseria Italia”, che ha invitato gli studiosi iracheni in Italia.
Il Rettore della seconda Università irachena, la più antica del mondo arabo, ha consegnato una targa di ringraziamento alla facoltà del preside Maciocco, poi ha spiegato, insieme alla preside di Ingegneria, prof.ssa Saba Jabbar Abdulla, il sistema universitario iracheno, basato sul modello dei paesi anglosassoni e volto alla ricerca in campo medico-scientifico. Il lato più pratico dell’incontro ha lasciato quindi spazio ad una passeggiata nel centro storico algherese e in un clima disteso e amichevole sono stati visitati alcuni luoghi, come il Palazzo del “Pou Salit” e l’ex Orfanotrofio, destinati alle lezioni della facoltà di Architettura. Per i docenti iracheni si tratta della prima visita nel nostro Paese ed è quindi comprensibile la soddisfazione di tutte le parti coinvolte. «Per tanti anni ci è stato impedito di visitare altri paesi e questo ha causato molta frustrazione» così la prof. Jabbar, che ha anche spiegato di non poter comunque dimenticare la situazione disastrosa del suo paese. Così il Rettore Al Mussawi che in seguito ha voluto descrivere la situazione degli atenei in Iraq. «Il senato accademico, del quale faccio parte, è stato eletto il 14 maggio del 2003, pochi mesi dopo l’inizio del conflitto. Abbiamo dovuto affrontare, oltre al resto, una situazione logistica tragica. La nuova struttura dell’Università Al Mustensseria, costruita nel 1963, era stata distrutta, incendiata e saccheggiata, con danni facilmente immaginabili. Allora ci siamo rimboccati le maniche e con l’aiuto e le donazioni economiche di studenti, docenti e cittadini abbiamo ripreso l’attività. Dopo tre giorni abbiamo tentato la riapertura dell’edificio e ora, a distanza di un anno e mezzo siamo arrivati a 40 mila iscritti e 11 facoltà attive». Taqi Al Mussawi è orgoglioso dell’impresa e alla domanda sulla situazione della sicurezza ha risposto senza esitazioni: «L’ateneo si è posto come primo scopo quello di garantire la fruizione del sapere, in un clima di pace e serenità. Varie religioni, estrazioni culturali e abitudini di vita hanno convissuto fino ai nostri giorni, nonostante tutto. Noi ci muoviamo sulla scia di questo stile di vita rispettoso dei diritti umani. Tutto ciò che esula dal rispetto verso la vita umana non è frutto della popolazione irachena; proviene da fuori». Al Mussawi non ha nascosto, inoltre, un certo fastidio per quella che ha definito «propaganda per destabilizzare l’Iraq e screditare l’impegno degli iracheni». «D’altronde -ha proseguito il professore- dobbiamo ricordarci che l’Iraq è un paese ricco di risorse, anche oltre petrolio e gas. Questo è sufficiente, purtroppo, per scatenare la sanguinaria follia omicida, per eliminare la quale continueremo a lavorare, senza tregua e senza esitazione, con la speranza di veder rinascere il nostro splendido paese». Nella foto: da sinistra, Taqi Al Mussawi e Abdul Khalati |
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